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Op. Retribution

Pubblicato il: 29 Marzo 2015
 
24h Retribution - debriefing evento
Op. Retribution
Luogo: Cottanello (RI)
Scenario: Serbi e Bosniaci sono in guerra e rivendicano il medesimo territorio, la Nato si frappone fra le due fazioni cercando di contenere il conflitto.
Orografia del territorio: circa 10km quadrati di territorio collinare prevalentemente dolce ma con tratti anche molto scoscesi, vegetazione parte boschiva parte a macchia mediterranea. Il territorio è delimitato da due colline elevate e percorso da una valle con ruscelli e pozze. In generale molto piacevole da vedere e percorrere, ma con zone anche molto impegnative.

Partecipanti (in ordine casuale) - Jager (team leader) - Spider (team leader - demo) - Dumyo (scout) - Wolf (scout - demo) - Black (supp) - Ocelot (scout) - Goemon (cart) - Falco (supp) - Pecora (comm) - Squalo: non giocatore, ma utile, oltre che gradita, presenza

Inizio operazioni: 28/03 ore 13.00 Termine operazioni: 29.03 ore 10.00 (circa)

Inquadrati nella fazione Serba, alle 9.00 ci troviamo presso Cottanello, da cui veniamo trasferiti in autobus al punto di check-in (HQ Nato) dove sbrighiamo le pratiche amministrative, prima di essere trasferiti in fuoristrada all'HQ Serbo. Li montiamo il bivacco e ci prepariamo alle operazioni.

Alle 13.00 riceviamo gli ordini del Comando Serbo: recon e demolizione di obiettivi sensibili Bosniaci ben all'interno del territorio ostile (bene); la posizione e la quantità degli obiettivi non è nota (molto bene) ed il quadrante da perlustrare (circa 1kmq) è il più remoto ed il più impegnativo (olè).

ROE: con la Nato dobbiamo essere stealth e non ingaggiare se non per difenderci, con i Bosniaci fuoco libero.

Alle 14.20 ci mettiamo in movimento: Dumyo ed Ocelot aprono la fila, seguendo le indicazioni cartografiche di Goemon, Pecora alla radio mantiene il collegamento con il HQ, gli altri a supporto. Pianifichiamo di entrare in territorio ostile dopo circa 3km di percorso su saliscendi collinare, cercando di aggirare li check point Nato, ovviamente sulla nostra direttrice di movimento.
Dopo circa 1h di marcia arriviamo in prossimità del check point Nato, che cerchiamo di aggirare sulla sinistra. Nonostante il tentativo veniamo individuati ed ingaggiati, evidentemente avevano previsto questa mossa, immediatamente ci defiliamo ancora più a sinistra salendo più in alto verso il bordo della zona operativa. Riusciamo a passare, ma il territorio diventa assai più impervio, e la fatica aumenta notevolmente.
Op. Retribution

Proseguiamo verso il waypoint impostato, costeggiando lungo il declivio e decidendo di attraversare il confine nella zona più remota, al fine di evitare ulteriori contatti con la Nato. Così facendo ci portiamo però su un terreno decisamente molto scosceso, al limite del pericoloso e delle nostre capacità medie.
Esausti, dopo aver attraversato un fosso, rischiato i legamenti, e fatto qualche esercizio sulla pertica a testa in giù , entriamo nella nostra area d'intervento, in territorio ostile: sono le 17.00, abbiamo percorso oltre 3km in 2,5 ore: finalmente cominciamo a fare sul serio, l'adrenalina sale, aumenta la concentrazione.

Ci dividiamo in due squadre: Spider, Dumyo, Black e Falco verso la zona dove pensiamo possa stare un obiettivo, nella rocca su per la collina in T02, poi tristemente rinominata hamburger hill, gli altri in recon nell'area limitrofa. La salita sulla collina è veramente impegnativa, si avanza lentamente, ogni metro è una conquista, giunti in prossimità della Rocca, l'area viene perlustrata palmo a palmo, di obiettivi non c'è traccia: fatica sprecata.
Nel mentre l'altra squadra, giunta a mezza costa, perlustra il territorio boschivo. Dalla posizione acquisita si riesce ad avere una buona visibilità sulla valle sottostante e la collina successiva. Finalmente un movimento, sull'altra collina, una pattuglia Bosniaca sta scendendo verso valle, sotto di noi.

Ci cambiamo, comincia a fare freddo, il vento è di quelli bastardi, ma la pattuglia si avvicina, acceleriamo il passo, siamo in posizione sopraelevata, e non dobbiamo perdere il vantaggio tattico. Superato un dosso me li trovo di fronte, li cogliamo di sorpresa, comincia l'ingaggio. Io li fermo davanti, ma quasi subito mi si scarica la batteria del fucile (che culo), nel mentre la cambio, Wolf si allarga sulla sinistra per avere un tiro defilato, mentre Pecora, Ocelot e Goemon martellano dall'alto.
I Bosniaci sono inchiodati, non ci vorrà molto per avere la meglio; bilancio 1 caduto per noi (io, autoeliminato per carenza di batterie) e 6 caduti per loro, il tutto in una manciata di minuti. Azione ben impostata, buon coordinamento e reattività, siamo partiti bene, l'umore skizza e con esso tornano le energie, gli avversari si complimentano con noi.

Ci coordiniamo e dopo qualche tempo ci ricongiungiamo con l'altra squadra. Ormai è notte ed il freddo è pungente, ma nessuno ha voglia di tornare alla base, siamo in ballo, andiamo a dare calci nel culo.
Visore Notturno

Chiediamo al comando la prossima missione, che con nostro raccapriccio consiste nel ritornare su Hamburger hill: "li ci sono dei missili di sicuro.." dicono, inutile è stato rappresentargli che c'eravamo già stati, in più di giorno, non poteva esserci nulla, mentre ora è notte ed è piuttosto pericoloso avventurarsi su un pendio così ripido (soprattutto in discesa), ma questo era l'ordine, andava eseguito. Ci consigliamo internamente, nessuno vuole andare, lo riteniamo uno sforzo inutile e pericoloso, ma così va il mondo e gli ordini sono ordini.
Alla fine un gruppo di arditi volontari, Dumyo, Ocelot e Goemon, capitanati dall'indomito Spider, si lancia sul pendio all'assalto del misterioso obiettivo fantasma (missili a quanto pare), mentre gli altri rimangono a presidiare l'incrocio sottostante, dove erano passate diverse pattuglie ostili.
Dopo una mezz'ora giunge la conferma via radio da Dumyo che i fottutissimi missili non ci sono, al comando qualcuno fa uso di stupefacenti.
Comunichiamo la notizia al comando e dopo poco otteniamo la conferma sugli stupefacenti: si erano sbagliati, effettivamente sti missili non ci sono, quello che doveva istallarli s'era scordato di farlo, l'avrebbe fatto la mattina seguente... e non è tutto, come in un film horror ci ordinano di passare una simpatica nottata sulla collina preparando una imboscata per l'indomani, quando avrebbero portato su i missili, con la dovuta calma naturalmente, possibilmente con cornetto e cappuccino.

Ma che bella idea... prendo la radio e gli dico dove possono infilarsi sti missili, noi siamo venuti ad arrossare deretani Bosniaci, ci dicessero dove trovarli, o l'avremmo fatto da soli (naturalmente il tono un po' più diplomatico, ma di non molto). Ci ordinano di distruggere la postazione SAM in Viktor 11.... era ora!!!
Partiamo assetati di sangue, nel mezzo del percorso incappiamo in una pattuglia, Bosniaca, o meglio, loro incappano in noi. Stavamo allegramente discutendo sul percorso, quando mi giro e me li trovo, in campo aperto, a 10 metri.... In fondo erano solo in 16, difficili da notare.
Lo scontro è violentissimo, loro sono in posizione di vantaggio oltre che il doppio in numero, ma noi siamo il Nono. In breve ci riorganizziamo e tentiamo un aggiramento con Dumyo in grande spolvero. Lo scontro finisce per scadere del tempo, sul campo rimaneva solo Dumyo e due dei loro: niente male, direi che abbiamo vinto anche questa, almeno moralmente, ed incassiamo il secondo complimento degli avversari. E mo chi ci ferma più

Difesa Obj
Aspettiamo il tempo da regolamento e rientriamo in gioco, dritti verso i SAM. Io e Spider avanti per via dei visori.
Ci avviciniamo a delle luci, evidentemente l'obiettivo, che però nel mentre vengono spente.... ora è buio pesto e dobbiamo trovare la strada. Come in un action movie, ci si muove lentamente e silenziosi: troviamo un sentiero, ma c'è una tecnica in mezzo, fari e motore spento. Non c'è modo di aggirare, ci avviciniamo con circospezione, armi puntate, nessuna reazione dal veicolo, non un rumore, sembra che il bosco si sia fermato a guardare la scena col fiato sospeso.
Nel veicolo sono in due ma stanno dormendo!!!... non si fa, non con il Nono in giro: lascio un cyalume sulla macchina poi busso al vetro e saluto i passeggeri, l'espressione del loro viso da sola ripaga tutti gli sforzi fatti. Ma non è finita, avanziamo in cerca dei SAM, e troviamo altri 4 gaglioffi che beatamente ronfano nei sacchi a pelo, errore che sicuro non faranno mai più. Troviamo il SAM, lo demoliamo e ripartiamo: sicut nox silentes.

Ormai stanchissimi puntiamo verso il campo base, ma ci sono ancora diversi km da fare, e bisogna attraversare il check point Nato, dove arriviamo durante un ingaggio. Sfruttando la confusione entriamo nel campo, ci apriamo la strada eliminando qualche resistenza Bosniaca tra le tende e sul sentiero del ritorno.
Si torna a casa, la strada sembra non finire mai, ma le energie si purtroppo, ci tiene in piedi l'adrenalina e l'orgoglio del nome che portiamo. Sono le 03.00, 12h senza sosta, al campo si cerca di riposare un minimo, chi con un tè caldo, chi con il sacco a pelo, ma non è serata per dormire. Durante la notte subiamo almeno 3 attacchi di piccoli gruppi, ma che seminano il panico nel campo: scene surreali di gente in pigiama con l'M4, chi spara da dentro il sacco a pelo, Cristiano che prende a calci tutti per farli svegliare, io che parto a razzo per killare 5 dei nostri... che cagnara.

La mattina dopo la sveglia è alle 06.00, già si ventila un assalto nemico, ci disponiamo, e dopo un po' eccoli arrivare, in più ondate e da più fronti. Sono parecchi, la Nato interviene in nostro appoggio, si combatte strenuamente, tenda per tenda, alla fine li respingiamo, il campo è salvo, il Nono ha ancora fatto la sua parte.
Verso le dieci comunicano la fine delle operazioni, ci si congratula, qualcuno scambia magliette ricordo con gli altri club, e si smobilita per il terzo tempo a pranzo tutti insieme.
Complessivamente abbiamo percorso oltre 21km.

La mia valutazione è completamente positiva: - per 6/9 eravamo agli esordi in una 24h e con 1 anno circa di esperienza nel softair, eppure abbiamo performato da club navigato, tenuto duro fino alla fine, svolto una missione fra le più impegnative e difficili. Tutti hanno dimostrato di essere all'altezza della situazione e non era affatto scontato - abbiamo commesso un errore che poteva pregiudicare seriamente l'evento, scegliendo di seguire un percorso troppo impegnativo per le nostre capacità, ma che abbiamo completato facendo affidamento unicamente sulla nostra forza di volontà e sull'aiuto dei compagni.
Questo è forse la cosa che mi rende più orgoglioso di come sono andate le cose
Pranzo Finale

- abbiamo avuto diversi, troppi, cali di concentrazione, soprattutto in territorio ostile, dove bisogna essere sempre vigili. Solo per fortuna non ne abbiamo pagato il conto, forse più per incompetenza degli avversari che merito nostro, ma sono sicuro terremo bene a mente questo insegnamento
- abbiamo affrontato l'evento con lo spirito giusto, impegnandoci duramente ma senza dimenticarci che eravamo qui per divertirci, un gruppo di amici ma un unico club
- abbiamo infine dimostrato di essere un club compatto e coeso, non tanto al resto del mondo, di cui mi interessa poco, quanto a noi stessi: ora siamo consapevoli di cosa possiamo fare.

Riporto il commento di Aceto su di noi sul forum privato della fazione Serba:"......siete delle macchine".

By Jager 9° Incursori asd


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