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Black Ops

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ANTEFATTO
Santa Teresa, quartiere a Nord Ovest di El Paso, area residenziale della città, sufficientemente distante dalla prima linea di controllo della US Border Patrol e dal “muro della vergogna”, immediatamente vicina alla “Route 136”, lontana da occhi indiscreti, è per molti versi divenuta la nuova via dorata per l’ingresso e l’uscita di immigrati messicani.
Alcuni accadimenti recenti hanno riscosso l’attenzione delle autorità locali; furti, aggressioni, rapine a diverse realtà commerciali presenti nell’area, hanno fatto salire le attività di monitoraggio e controllo del territorio. Circostanze davvero strane per quello che, sino a 5 anni fa, non era altro che un bel quartiere nella zona alta di El Paso.
Le attività illecite lungo il muro della vergogna, da circa 2 anni, si sono molto intensificate, nella porzione messicana di El Paso; oramai la gestione dell’agenda politica e commerciale dell’intera città è in mano a pochi cartelli della malavita organizzata. Due, forse tre i capi in carica, anche se si ipotizza un’unica regia, un unico capo, un unico committente che gestisce e coordina ogni nefandezza. Al momento non si hanno notizie fresche sul campo, in quanto è ipotizzabile che la corruzione abbia mietuto vittime anche all’interno di uno o più commissariati della polizia messicana e forse anche in quella statunitense. Bisogna, per dovere di cronaca, ricordare che in passato un paio di operazioni CIA furono boicottate dagli stessi poliziotti messicani che fornirono dettagli ai capi di allora per sfuggire a catture e pedinamenti.
Ad oggi la musica non pare molto cambiata, anche perché la morte del capo di prima classe Drift, in un sobborgo di Mexicali, ha fatto sì che l’impegno statunitense in quella città e in generale nelle attività di controllo, abbia subito una brusca battuta di arresto. La morte del Seal, avvenuta durante una missione di controllo e cattura del terrorista ceceno Shabal, in una fabbrica di giubbotti esplosivi, destò parecchio disappunto e scalpore nell’opinione pubblica americana, che non vide di buon grado l’operato delle forze militari USA in scenari posti al di fuori dei confini nazionali.
Il capo di prima classe Drift fu lo stesso che coordinò la difficile missione di liberazione dell’agente CIA, Lisa Morales nella foresta costaricana.
Viste le premesse, da allora tutte le operazioni di un certo grado di delicatezza extra confini, sono nelle mani della CIA, che attraverso la sua logistica, uomini e mezzi, ha più potere di manovra e meno vincoli legislativi e burocratici.
Ad oggi la CIA conta su una cinquantina di uomini infiltrati nelle varie realtà della zona, più un numero imprecisato di PMC, che effettuano quelle che sono definite le “Black Ops”, operazioni dove il confine tra legalità ed illegalità è molto flebile e labile. Molti report di post missione, hanno indicato una sempre più massiccia presenza di infiltrati arabi attraverso i confini messicani, opera che deve essere parecchio remunerativa per i capi locali, che stanno fortemente investendo in questo settore. La milizia terroristica, capitanata da Iran, Qatar e Yemen, sta oliando con moneta sonante questi rapporti, inaugurati dal già citato terrorista musulmano-ceceno Shabal.
Nonostante la ripresa dei finanziamenti da parte dell'amministrazione Trump per l’incremento di forze e risorse lungo i 3.000 e passa km di confine, le infrazioni ed effrazioni continuano senza sosta; arresti e respingimenti hanno fatto un notevole balzo avanti, si conta un 45% in più rispetto agli anni della precedente amministrazione Biden.
La malavita organizzata ha anch’essa ingrossato le fila di nuovi militanti, 20 i nuovi opifici individuati per la realizzazione di capi di abbigliamento esplosivi e di piccoli ordigni capaci di eludere i controlli di frontiera, quasi 15.000 i nuovi mini spacciatori (minori di 15 anni) segnalati alle comunità di recupero, 400 nuovi casi di femminicidi, 12 laboratori del narcotraffico, 10 nuove fosse comuni individuate intorno alla periferia più esterna di città come Mexicali, Tijuana e Juarez. Numeri spaventosi, realizzati in pochissimo tempo.
La nuova strategia della tensione e del terrore sul suolo americano, oramai è deputata ad attacchi suicidi da parte di sedicenti miliziani, il più famoso resta quello condotto da due martiri egiziani presso un supermercato di Kansas City nel Novembre del 2018, dove vi furono quindici morti ed altrettanti feriti.




20-21 Giugno