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Nome In Codice Beardog

Pubblicato il: 25 Novembre 2011
 
Nome In Codice Beardog
Prefazione:
Agenzia Reuter:
Il Presidente Kim Jong il annuncia che gli esperimenti per il lancio di missili balistici a lungo raggio continueranno nonostante la diffida della comunità internazionale, che viola il diritto alla autodeterminazione della Repubblica Democratica Popolare di Corea; ogni tentativo da parte della Repubblica di Corea, stato fantoccio dell’imperialismo americano, di interferire, sarà oggetto di immediata rappresaglia militare.
Truppe della Corea del nord stanno affluendo al 38° parallelo per prevenire ogni tentativo di aggressione.

settembre 2011 UTC-5 New York (U.S.A)

Agenzia Ansa:
Il Presidente delle Nazioni Unite Ban Ki moon, convocato il Consiglio di Sicurezza, invita gli stati membri a esprimersi contro l’atteggiamento aggressivo della Corea del nord ed autorizza missione di peace keeping nell’area per costituire una forza di interposizione al 38° parallelo.

L’INIZIO: settembre 2011 H +12 inizio mix “Divide for peace” Ris. U.N. Prot. 111125/NFL/11

L’E3A Sentry dell’USAF incrociava da ore nel cielo nuvoloso e greve di umidità della no-fly zone imposta dalle Nazioni Unite nello spazio aereo delle due Coree. Le quattro turbo ventole Pratt&Whitney stavano bruciando le ultime due ore di carburante prima del rientro all’aeroporto di Inchon. Gli operatori ai loro posti monitoravano continuamente gli schermi del potente radar doppler installato nel radome che faceva sembrare il Boeing un aereo di linea terrorizzato da un disco volante.
I piloti, dopo quasi sette ore di servizio, erano rilassati e si preparavano ad un tranquillo volo di ritorno verso casa.
L’E3 è un aereo non armato ma i suoi sistemi di guerra elettronica, fanno dello stesso una delle armi più tecnologiche e micidiali della terra.
Il colonnello William Petersen, beveva la sua ennesima tazza di caffè e si recava nella ritirata per smaltire la caffeina in eccesso. 52 anni, era uno degli ufficiali più esperti della guerra elettronica del suo paese che serviva con dedizione ed orgoglio: il pensiero di ritirarsi da servizio lo intristiva ma anche le esigenze di famiglia erano importanti ed era forse ora che si dedicasse alla moglie ed ai figli a tempo pieno, dopo lunghe assenze da casa.

L’atmosfera tranquilla e distesa in guerra non è sempre ideale per dei soldati e lo schermo radar momentaneamente abbandonato da un sergente maggiore cominciò a segnalare degli inquietanti segnali di una postazione SAM i cui sistemi radar avevano individuato l’aereo AWACS. Dopo circa dieci secondi… l’inferno… Tutti i segnali d’allarme sull’aereo cominciavano a trillare insistentemente, svegliando tutti i presenti ed allarmando la cabina di pilotaggio che cominciava ad adottare tutte le manovre standard di evasione.
Il colonnello Petersen, corse alla postazione delle contromisure ma due nuovi missili S300 Triumph correvano verso il bersaglio; riuscì a depistarne uno.
L’ultimo gesto razionale del pilota fu di trasmettere il segnale di emergenza, poi la spoletta di prossimità del secondo missile fece deflagrare l’esplosivo della testata, staccando di netto l’ala destra del Boeing che cominciò a cadere a vite.
Il colonnello Petersen, riuscì ad indossare il paracadute e a lanciarsi dal portello di emergenza. Mentre vedeva l’apparecchio precipitare in fiamme. pregò in cuor suo che qualcun altro riuscisse a salvarsi ma nella nera notte non vide alcun paracadute aprirsi.

Da qualche parte vicino al fiume Taedong, Corea del nord:
il Colonnello Petersen, cominciò a pentirsi di essersi salvato… la fitta boscaglia e l’umidità della notte gli davano la claustrofobia… l’Aviazione degli Stati Uniti non addestra i suoi tecnici alla sopravvivenza e tutto quello che sapeva lo doveva alle gite domenicali sui monti Appalachi con la famiglia. Confidava che la base avesse già predisposto una missione SAR ma non doveva adagiarsi sul questa speranza. Suo dovere, in qualità di ufficiale degli Stati Uniti era di non farsi catturare.
Il segnale dell’aereo caduto era sicuramente partito e qualcuno lo aveva ricevuto. C’era a stare certi di questo: qualcuno sarebbe venuto a vedere cosa era successo. Il suo segnale GPS personale era debitamente azionato… sarebbe stata solo questione di tempo e … “Daeche i chwal-yeong eul jungji!!!!”

Coronado, California, Stati Uniti d’America, Team One Navy Seals spec. Jungle Warfare:

Il Tenente Nicholson, comandante il settimo plotone del Team One dei Navy Seals aveva riunito la squadra Delta per leggere l’ultimo fonogramma dell’USSOCOM.
“Ok ragazzi, è arrivata la green light… abbiamo l’ordine di missione; ci infiltreremo dalle parti di Sokcho… obiettivo è il recupero di BEARDOG, il codice radio del Colonnello Petersen dell’USAF.
Il suo segnale di recupero si è interrotto approssimativamente alle coordinate che vi fornirò.

OBJ 1: INFILTRAZIONE FRONTIERA DELLE DUE COREE. Con Jeep. Passaggio in punto obbligato, tutta la frontiera lungo il 38° parallelo è un campo minato. Coordinate M.D. EUROPA 1950: 33T0256571 – 4664630.

OBJ 2: RECUPERO SCATOLA NERA DEL SENTRY. Ci permetterà di acquisire notizie sul sistema di puntamento dei nuovi SA300. Coordinate: 33T0256765 – 4664797.

WP1: 33T0257039 - 4664877

OBJ 3: DISTRUZIONE DELLA POSTAZIONE DI SA 300. Recupereremo il manuale d’uso e progettazione del sistema missilistico, per scoprire come mai i nostri sistemi di difesa elettronica non hanno funzionato. Coordinate: 33T0256959 – 4664944.

OBJ 4: INCONTRO CON INFORMATORE. Fornirà notizie sul Colonnello e sul luogo ove è custodito. Coordinate: 33T0257535 – 4664994.

WP2: 33T0257753 - 4664989

OBJ 6: LA GUARNIGIONE. Da evitare e comunque se ingaggiata, cercare lo sganciamento a tutti i costi: l’elicottero non aspetta. Coordinate: 33T0258035 – 4665175.

OBJ 7: ESFILTRAZIONE. Un UH60 Black Hawk in assetto COMBAT SAR arriverà per l’esfiltrazione. Se arriviamo prima di lui, ci toccherà presidiare e difendere la zona di esfiltrazione Coordinate: 33T0258284 – 4665438.

“ Le coordinate del campo ce le fornirà l’informatore, un infiltrato della CIA. Occhio ai cecchini ed alle pattuglie nemiche per tutto il percorso.
Essendo la situazione molto tesa, non si esclude che i nord coreani abbiano già introdotto snipers e pattuglie in territorio amico…
Quindi “semper parati”!!!
Tutti gli obiettivi sono pesantemente difesi ma la velocità di esecuzione è essenziale: max 15 minuti ad obiettivo…
ogni ritardo potrà farci perdere l’appuntamento con l’UH60. Inutile dire che Petersen deve arrivare vivo all’esfiltrazione.
Abbiamo max quattro ore, ragazzi.
C’è un americano in difficoltà, un colonnello dell’Aviazione degli Stati Uniti presumibilmente caduto nelle mani del nemico e noi abbiamo il dovere di salvarlo, avanti Team One, guadagniamoci la paga! La missione è SALVARE BEARDOG!!!”


Nome In Codice Beardog
Commento:

Complimenti a tutti i ragazzi, un altro bel 1° posto conquistato in un bel torneo combat. 4 ore intense di gioco dove ha prevalso un ottima intesa di gioco ed una coordinazione fondamentale e vincente su ogni OBJ, dove ognuno ha dato il massimo senza mai indietreggiare.
Obiettivi presi in pochissimi minuti e strategia vincente grazie ad una perfetta e silenziosa acquisizione dei bersagli con pochissime perdite.
Insomma tutto è filato liscio e nel migliore dei modi grazie al comando esperto del gruppo di fuoco coordinato da Valerio "Kuio", dopo un'attenta pianificazione con il sottoscritto capo-squadra, l'apporto dell'imprevedibile "Spider" e dell' esperto "Neo", degli instancabili e concentrati "Dumyo" e "Leonida".
Sono contento soprattutto per gli ultimi 2, che continuano ad acquisire esperienza con sacrificio ed abnegazione, e non pensate che queste 4 ore siano state una passeggiata, i dislivelli e le salite affrontate sono state tante, i passaggi nel fango e nell'acqua altrettanti per non parlare dell'umidità e del sudore speso.

Bravi Ragazzi

Vittorio "Flash"


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