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Inferno Verde 2

Pubblicato il: 29 Marzo 2009
 
Inferno Verde 2
La terza tappa del campionato 2008/ 2009, è una recon di 6 ore differente dai standard di gare CRL, questo implica una preparazione fisica da non sottovalutare, vista anche la conformazione del terreno di gioco.
La giornata non inizia neanche bene, data la pioggia e il cambio dell’ora legale alle 4.30 siamo già sull’autostrada verso Cerveteri.
Arrivati sul campo siamo convocati per il breefing insieme ad altre 9 squadre ( noi partecipiamo con 2 team) si parte a scaglioni di 2 squadre, uno ogni 20 minuti.
Appena ci vengono consegnate le coordinate cartografiche dei 7 waypoint e dei 4 obj, io e kujo ci mettiamo subito al lavoro per inserire i dati sul gps e per posizionare tutti i punti sulla mappa, il tutto sotto una pioggia intensa, con Spider Astè Snake e Spezzaossa a coprire la nostra posizione.
Cominciamo la missione conoscendo 3 dei 4 obj principali, bisogna inoltre evitare di ingaggiare con qualsiasi pattuglia lungo il percorso, per non prendere punteggio negativo, evitare sentieri e strade battute ci comporterà un dispendio di energie notevole nonché tempi più lunghi per portare a termine la missione.
La navigazione libera ci consente di agire senza avere la pressione di altre squadre alle costole, perciò muovendoci stealth riusciamo a prendere posizione intorno ad un obj dove c’è una rampa missilistica da far saltare col C4, dopo aver disattivato il sistema di lancio con relativo codice di blocco.
Dispongo la squadra in diversi punti strategici e con buona visuale, dopo aver chiesto l’apertura della finestra d’ingaggio kujo ed il gruppo centrale apre il fuoco sulle postazioni, io e Snake approfittiamo della copertura ed entriamo su un fianco poco coperto, Spider fa altrettanto su un altro lato.
L’ingaggio dura qualche minuto e con sole 3 perdite l’obj è nostro.
Inferno Verde 2
Si va verso un’altra coordinata passando per vari waypoint non presidiati, una pattuglia sul sentiero che cerca di ingaggiarci e ci spinge su una collina dalla vegetazione impenetrabile, siamo costretti a camminare e strisciare a terra tra i rovi per molti metri.
A breve distanza il suono di una sirena ci fa capire che siamo vicini al laboratorio, questo allarme durerà per tutto l’attacco del team avversario, noi intanto manteniamo le distanze e prepariamo la nostra strategia. La sirena si spenge, pochi minuti e siamo pronti all’attacco.
Lo facciamo tutti su un fronte dividendoci in gruppi da 3, lo scontro è breve ed il laboratorio è conquistato, disinneschiamo così un congegno elettronico dentro la tenda del laboratorio e troviamo all’interno di questo la boccetta di antivirus da portare poi al comando gara.
Da qui ripartiamo per 2 waypoint che ci mettono a dura prova fisica, in quanto si trovano dentro un canalone in fondo alla valle, dopo un ripido e lungo sentiero da percorrere anche per il ritorno.
Sul wp troviamo l’indicazione di un altro obj, perciò insieme a kujo ci mettiamo a studiare la mappa, facendo il punto bussola sulla carta, calcolando la distanza siamo quasi ad un km dalla suddetta coordinata, ma è un km in salita, l’obj è situato sotto un costone di roccia, ed è difficile sorprendere la difesa senza essere avvistati, infatti ci ingaggiano già da lunga distanza senza lasciarci il tempo di studiare una tattica.
Inferno Verde 2
La squadra reagisce prontamente attaccando sui 3 lati disponibili, io mi allargo velocemente con Snake, che mi copre l’avanzata, Spider al lato opposto, Kujo Astè e Spezzaossa tengono sottotiro l’unico bunker visibile, tanto da permettermi di entrarci alle spalle sorprendendo la difesa.
Ma qualcosa non quadra, sento Spider e Spezzaossa che si dichiarano ma non ci sono asg che cantano, infatti sul costone ci sono 2 fottuti cecchini arroccati sulla roccia sopra il bunker, non si aspettano che io ci sono dentro, loro mi ingaggiano a colpo singolo, noi no, coprendoli di pallini li eliminiamo entrambi, obj preso.
Non del tutto però, Kujo deve assemblare un kit per il disinnesco dell’esplosivo presente sul posto, tutto va a buon fine, obj conquistato.
Ci aspetta ora l’ultimo obiettivo, sono 5 ore che marciamo senza sosta, continuiamo così a salire evitando il sentiero, e quindi la jeep della controinterdizione.
Arrivati a distanza di sicurezza e con una buona visuale, abbiamo la possibilità di acquisire l’obiettivo e studiare la tattica di attacco.
La difesa ha piazzato un bunker su una collinetta senza nemmeno un cespuglio intorno, ed un’altra postazione tra i rovi a difesa di questo, divido la squadra in 2 gruppi ed al via attacchiamo contemporaneamente.
La difesa è disorientata e cede quasi subito mentre noi abbiamo solo una perdita, tutto ok e sotto controllo, il torneo è finito e noi siamo stanchi ma soddisfatti.
L’esfiltrazione è ad un km, dopo tante salite ora è tutta discesa, ce la prendiamo con calma, ma il regolamento poco chiaro non lasciava intendere una penalità di 50 punti ogni 10 minuti di ritardo oltre le 6 ore di gara previste.
Esfiltriamo in 6 ore e 30 minuti, fatale ritardo per un terzo posto in una buona gara, dove uno degli obiettivi principali era non prendere penalità dalle pattuglie di controinterdizione sparse sul campo, lontano dagli obj e a caccia di pattuglie, e noi le abbiamo evitate tutte. Bravi ragazzi, anche qui ci siamo distinti e fatti valere.

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