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Ghost Inside

Pubblicato il: 24 Febbraio 2018
 
Debriefing team 1

Colle San Magno, 24-25 febbraio 2018

Patecipanti:
Team 1:
- Jager
- Hawk

Team 2
- Dumyo
- Neo
- Ocelot
- Black

Le premesse c'erano tutte: le pendenze scoscese, il monte al centro, l'allerta meteo, l'ampiezza dell'AO, il terreno reso pesante dalle copiose piogge dei giorni precedenti; diciamo che ce la siamo proprio andata a cercare. Diverse squadre avevano già dato forfait con le motivazioni più varie, e anche questo era un chiaro segnale, e non vi dico gli insulti di amici e parenti… ma noi niente: più è dura maggiore sarà la gloria.

E così il sabato alle 8:00 ci troviamo tutti insieme a Colle San Magno per un rapido e curiosamente interattivo briefing, poi il tempo di prendere la cartella, mettersi in macchina e partire.
Volti un po' tirati, pochi sorrisi, neanche la foto di rito… sentiamo la tensione.

Il piano è articolato: i due team infiltrano in due punti diversi, svolgono alcuni obj e poi si riuniscono in un punto prestabilito per continuare la missione tutti insieme e massimizzare le chances di vincere gli obj combat.

Da qui fino al ricongiungimento parlo solo del team 1.

Passando con l'auto salutiamo i colleghi che infiltrano in un punto più ravvicinato e ci avviamo verso il nostro punto infil, nei pressi dell'obj "casa del pastore": fottutissimo obiettivo nella parte più remota della mappa, ma indispensabile per portare a termine l'obj più importante: il recupero dell'HD.
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Zaino in spalla perlustriamo la casa, e già li ci rendiamo conto di quanto è difficile il terreno: scivoloso, scosceso e pieno di rovi. Perdiamo un po' di tempo a trovare le info nascoste in un casolare vicino, e finalmente ci incamminiamo verso il nostro lungo percorso.
Sappiamo di dover scollinare, ma una pendenza del 30%, a pieno carico, ci spezza fiato e gambe, dopo 200m di dislivello finalmente arriviamo in vetta, non parliamo, se questo è l'inizio meglio non pensare al resto…
Dopo circa 7km ci ricongiungiamo con il team 2 che nel frattempo aveva svolto diversi sabotaggi, recon e un obj senza aspettarci… bell'amici. L'Obj 3, che ci accingiamo ad affrontare è un combat classico, va assaltato e conquistato un edificio, e lo facciamo con la consueta efficienza e rapidità: 5min di azione, 1 kill, 4 tango down, azione da manuale.
Ci dividiamo per recuperare gli zaini, e nasce un po' di confusione, complice il rilascio adrenalinico, un team va a compiere una azione di sabotaggio, mentre l'altro si ricompone per catturare il VIP, ma nel mentre incappiamo in una pattuglia della contro che ci picciona come principianti… e vai con la meritata penalità.
Un po' incazzati approntiamo un posto di blocco lungo il percorso del VIP, che dopo poco puntualmente passa nella sua jeep: bandella, perimetro, perquisizione e C4, un altro obiettivo completato.
Ci ricongiungiamo con gli altri e proseguiamo lungo il cammino, nel mentre inizia una pioggia fine ma costante, che ci accompagnerà per le successive 8h, bagnandoci fin dentro le ossa, nonostante il goretex a protezione.
Al tramonto raggiungiamo un bivio, sulla destra ci si impervia lungo un sentiero in salita che porta a due punti da ricognire, verso i quali puntualmente ci avviamo, ma dopo poco ci accorgiamo che non porta nella direzione desiderata: si torna indietro, esploriamo, nulla, c'è solo un piccolo camminamento ripido, stretto e molto pericoloso… non può essere pensiamo (sbagliando), e così ci dividiamo: io e Neo rimaniamo li, gli altri proseguono verso il paese e l'hard disk.
Neo si incammina senza zaino e arma in salita per cercare i due punti in questione, mentre io rimango piantone sotto, e dopo circa 1h e mille peripezie ritorna avendo trovato gli obiettivi ma privi di informazioni… va bè, almeno le foto le abbiamo fatte.
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Ripartiamo (sempre sotto la pioggia ndr) e ritroviamo gli altri sotto una pensilina dell'autobus (mortacci loro) intenti a fare il bucato e stendere i panni…, nel frattempo Hawk aveva esfiltrato a causa di una brutta botta al ginocchio presa mentre catturavamo il vip, e così siamo rimasti in 5.
Dumyo e Ocelot si avviano al recupero dell'hard disk, OBJ talmente importante che non hanno ritenuto necessario leggersi il book , e così dopo una mezz'ora li vediamo rientrare tristi e sconsolati… amen, c'è ancora mezza mappa da fare.
Cambio vestiti pesanti e asciutti, visori in testa, torce: siamo modalità notturna, e si riparte verso l'Obj 1, su un crinale in salita. Il sentiero ha una discreta pendenza, sulla strada incontriamo il veicolo della DE che assaltiamo inutilmente, quindi finalmente all'Obj che dopo un paio di blu su blu catturiamo senza particolari difficoltà. Molto più difficile invece sarà ritrovare strada giusta per proseguire e che sbagliamo diverse volte. La temperatura si abbassa…
Finalmente imbocchiamo il famigerato sentiero che d'ora in poi nominerò "via crucis" perché ben rappresenta le drammatica difficoltà che abbiamo affrontato percorrendolo.
Si comincia subito con Ocelot che lamenta un forte dolore all'inguine e ci abbandona da li a poco: rimaniamo in 4, stanchi e infreddoliti ma ben determinati a proseguire, se non altro ha finalmente smesso di piovere.
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La Via Crucis è un sentiero di circa 10km, che inizia 650m e termina a 1300m, inizialmente ben segnato, poi a malapena visibile e percorribile, e con una pendenza media intorno al 24% e pettatona finale.
Lungo il sentiero le uniche certezze sono la costante pendenza in salita ed il profilo del monte Golgota che si staglia difronte a noi, più scuro del cielo stellato ma niente affatto romantico visto la direzione di marcia, dritta verso la cima…
Si va avanti, affrontiamo una sequenza di 4 edifici da ricognire lungo il percorso, a distanza e fatica crescente. Finalmente si arriva in prossimità del rifugio, e li, dopo un rapido sguardo all'orologio, svanisce anche l'ultima speranza di potersi riposare e scaldare: non c'è tempo, sono le 2, l'ultimo Obj apre alle 6 ed alle 10 bisogna esfiltrare. E così ripartiamo, testa bassa, un piede davanti l'altro, non si parla se non per trovare il sentiero, non è facile al buio, ci è di grande aiuto il GPS sul quale abbiamo fatto cieco affidamento e che fortunatamente non ci ha tradito.
Ma la temperatura si abbassa ancora, mentre l'altitudine sale, per terra compare prima il ghiaccio, poi la neve: nella notte solo il rumore della neve che cede sotto i nostri passi e la pendenza che sale notevolmente.
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Passano i km, la stanchezza si fa veramente insopportabile, facciamo frequenti soste (soprattutto per colpa mia), nel momento stesso in cui ci sediamo ci addormentiamo e dobbiamo svegliarci e rincuorarci l'un l'altro per riuscire a proseguire, l'acqua è finita, bastano pochi secondi fermo che il freddo comincia a farti tremare, siamo bagnati e l'unico modo per scaldarsi e continuare a muoversi… ricordo ogni singolo passo di quell'interminabile sentiero, e quello che ho pensato, che terrò solo per me.
Finalmente in vetta, ci accoglie l'alba con i suoi fantastici colori, ci rigenera, il peggio deve essere passato, siamo ancora in piedi, sorridiamo ed il cuore si fa leggero.
Proseguiamo lungo il sentiero compiendo gli ultimi obiettivi ed approcciamo l'Obj 2, l'ultimo, un altro edificio da ripulire, con una bomba da disinnescare.
Tentiamo un abbozzo di manovra sui fianchi, ma da un lato il pendio, dall'altro la strada obbligata, non ci da molte opzioni, e noi siamo semplicemente devastati dalla stanchezza, il risultato è un assalto poco convinto che fallisce rapidamente.
Ma chi se ne frega, era l'ultimo, è finita cazzo…..
Finito mica tanto, ci mancano giusto altri 6km di strada verso l'auto, ma che importa, siamo talmente felici di essere scesi da quella montagna che la fatica la sentiamo appena.
Alle 9:00, con 1h di anticipo esfiltriamo come da programma e concludiamo la missione.

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Avrei molti commenti da fare: sull'organizzazione troppo ambiziosa, sulla nostra pianificazione superficiale, su diverse nostre carenze tecniche e sugli inaccettabili rischi che abbiamo corso, ma le lascio ai colleghi.
Voglio invece solo dire quanto sono orgoglioso di essere arrivato fino alla fine e di avere dei compagni come voi, senza i quali non ce l'avrei fatta. Mai come in questo caso è vero che le HSA ti mettono difronte ai propri limiti e debolezze, e noi siamo andati ben oltre, tornando sulle nostre gambe…..non ho parole per raccontarvelo e nessun punteggio potrà mai misurarlo.

A proposito, ci siamo classificati 3° su 12, non male dietro i campioni nazionali di Recon Long range.

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