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Op. Hidden War

Pubblicato il: 22 Maggio 2016
 
24h Op. Hidden War debriefing evento

Op. Hidden War
DATA
21-22/05/2016

CONDIMETEO
Sole, 18-20° di giorno, sereno 09-10° di notte, temperatura ideale sia di giorno che di notte

LUOGO
Ginepri (TE)

ORTOGRAFIA
circa 40km quadrati di territorio montano con dislivelli importanti. terreno roccioso percorso da vari sentieri, vegetazione parte boschiva parte in arbusti bassi montani

SCENARIO
La Russia, approfittando della crescente crisi politica ucraina, ha pian piano preso possesso del territorio spalleggiata dai filo-russi presenti nella regione. Compito del Team è quello di portare azioni di sabotaggio dietro le linee per rendere difficile lo stanziamento russo

PARTECIPANTI
Neo – Black – Jager – Ocelot – Dumyo – Goemon – Spider – Nitro

Inizio operazioni: 21/05 ore 14.30
Termine operazioni: 22/05 ore 14.30

L’imperativo di questa gara è senza dubbio: camminare

Infatti alla fine risulterà essere di gran lunga la più stancante, la più impegnativa, ma sicuramente la più bella tra quelle interpretate come interdizione.

24h di game con almeno 12 kg di attrezzatura addosso, senza nessun bivacco.

Il terreno coperto dagli obj e dai WP, posizionati in modo da indicare una direzione tra un obj e l’altro, copre circa 40 Kq di montagna con dislivelli molto accentuati e non sempre di facile accesso.

Alle 14.35 di sabato partiamo per la nostra avventura dirigendoci su Ulisse, ossia il luogo ove è stata individuata una postazione missilistica russa. Una volta sul posto dovremo cercare sulla carta un deposito di carburante da centrare con uno dei missili. Approcciamo all’obj, che si trova in una radura all’apice di una salita spezzagambe, e iniziamo una recon per capire numero e posizione degli ostili. Io e Dumyo ci spostiamo sulla DX per prendere posizione alle spalle dei difensori. Purtroppo le comunicazioni radio non sono perfette così abbiamo parecchi problemi ad interagire con il resto della squadra che aspetta in attesa di un nostro segnale. Comunque sia alla fine riusciamo ad avere luce verde e attacchiamo l’obj. La tattica in questo caso è di circondare a 360° i difensori per non dare loro punti di riferimento ed attaccando tutti insieme riusciamo in breve ad avere la meglio dopo di che Goemon, il nostro cartografo, riesce a calcolare il punto esatto del deposito carburante e una volta inserite le coordinate sul sistema di lancio (bellissima scenografia con tanto di PC collegato ad un lancia missili funzionante!), facciamo partire il missile e centriamo il deposito.

Ci allontaniamo e passato il WP7 entriamo nella zona rossa di Hermes. Da questa postazione radio è partita una richiesta di supporto logistico e rinforzi da parte dei filo russi. Nostro compito è inviare un messaggio codificato per annullare tale ordine.

La postazione si trova nei pressi di un casolare quindi ci aspetta un probabile cqb. La squadra viene divisa in tre gruppi, uno per entrambi i lati dell’edificio più un terzo a supporto del lato SX. Io e Ocelot ci occupiamo di prendere il lato DX e lo bonifichiamo arrivando fino in fondo solo che il lato SX è in ritardo per cui, una volta eliminato un difensore posto nel bosco alle nostre ore 12 e presa la parte frontale della casa, rimaniamo bloccati. Ma non per molto perché l’ottimo lavoro degli altri ci permette di avere la meglio. Scoprirò solo più tardi che il motivo del ritardo era dovuto ad una caduta di Nitro che era letteralmente sparita in una buca preoccupando anche l’arbitro, nulla di grave per la nostra Nitro-Jane. Ora ci attende la prova speciale: ad un tavolo c’è un apparato morse col quale mandare un segnale criptato trovato in loco (codice numerico che dal morse viene trasmesso ad un lettore USB) e risolviamo anche questo.

Ora via per il WP12 e Icaro, ossia l’aviosuperfice usato dai filo-russi dove dovremmo dirottare un velivolo verso un nostro aeroporto. Purtroppo non avremo modo di vedere la scenografia del luogo perché per errori imputabili a me in primis, per la gestione della tensione mentale/nervosa, iniziamo a cambiare più volte strada senza tener conto del percorso stabilito in fase di briefing per cui arriviamo si a 100 mt dall’obj…..ma in linea d’aria per cui tra noi e l’aviosuperfice c’è di mezzo una montagna da scalare. Intanto si sono fatte le 19.10 quindi abbandoniamo l’idea di arrivare ad Icaro. La tensione monta e iniziano i primi malumori con reciproche velate accuse all’uno o all’altro. Fanno parte del gioco, siamo stanchi e delusi, in questi casi basta usare la testa, capire il momento ed andare avanti senza dar peso alle parole dette, senza portarsi il rancore addosso per le restanti 20H.

Op. Hidden War
Decidiamo così di anticipare il momento del riposo e ci spostiamo sul sentiero che ci porterà ad Erebro, il primo obj notturno, un paese dove infiltrarsi e recuperare un supporto informatico da usare in seguito.

Prima però è obbligatoria una piccola digressione. Nel marasma seguito alla perdita di Icaro ci rendiamo conto di aver saltato il WP4. Torniamo indietro? Lo cerchiamo? Lo abbandoniamo? Spider decide di andare, prende le coordinate da Jager e parte alla ricerca. Non può andare da solo per regolamento inoltre non sarebbe nemmeno saggio per cui lo accompagno. E qua, dopo una ricerca vana, facciamo una cosa molto ma molto stupida. Il GPS ci segnala il punto su una parete liscia e perpendicolare al fiume che stiamo percorrendo. Sarà la stanchezza o l’incoscienza ma decidiamo di arrampicarci sulla parete. Risultato: scaliamo circa 30 metri di parete liscia e friabile a furia di braccia e aiutandoci l’un l’altro, usando i corpi come scala e le unghie come appigli, ad ogni passo sei in bilico sul baratro. Una volta sopra mi rendo conto della sciocchezza che abbiamo fatto: avremmo potuto rovinare di sotto e, non esagero, rimanerci secchi. Morale: al di là del bellissimo spirito di corpo che ci ha unito nella difficoltà e che mi avvicina ancora di più a Cristiano (qualora ce ne fosse bisogno vista la stima che ho di lui), rimane l’immane "stro..zata" che abbiamo fatto. Ovviamente il WP4 non lo abbiamo trovato e, beffa finale, una volta ritornati dalla squadra, scopriamo che le coordinate forniteci da Jager erano sbagliate………….maledetto lato oscuro, ha tramato per toglierci di mezzo la carogna.

Ricongiunti alla squadra trovo di nuovo l’umore alto e ci arrampichiamo sul sentiero che ci porta al paese, dove arriviamo intorno alle 21. Ci fermiamo al punto rifornimento per l’acqua e ci attestiamo in attesa che si apra la finestra d’ingaggio alle 21.30. Nel mentre Dumyo e Ocelot proseguono per il WP4 tra cimiteri e ululati che non spaventano lo stoico Gabriele che da buon conoscitore delle belve fiabesche sentenzia: i lupi nun ce dovrebbero attaccà……no?

Arrivano le fatidiche 21.30 ma una squadra è già sul posto per cui la nostra infiltrazione è prevista per le 22.25. ne approfittiamo per una recon fatta come si deve: Jager in posizione sovrastante il paese, Goemon e Nitro defilati più in basso sulla DX, Dumyo e Ocelot (rientrati) sul lato basso del paese, e Black di supporto. Io e Spider ci occupiamo dell’incursione. Si studiano i movimenti della ronda: 3-4 min per compiere un giro completo. Luce verde, al segnale di Jager ci dirigiamo in paese ma la ronda fa ciò che non ha mai fatto in tutto il tempo che l’abbiamo osservata: torna indietro! Fuggi fuggi per trovare riparo poi la ronda riprende la strada corretta così ci separiamo per trovare il materiale. Un ultimo momento di panico quando un difensore nota l’ombra di Spider e intima l’alt (con tanto di fuga precipitosa che mi porta quasi a cadere su Dumyo appizzato nell’ombra) poi Spider trova ciò che cerchiamo. È una cassaforte con codice di sblocco. Pe fortuna la nostra Nitro, ottima sia in fase di combat che di intelligence, giorni prima aveva decriptato un messaggio vocale russo grazie all’aiuto di una sua fonte segreta che, sotto lo pseudonimo di “ninetta la pizzettara”, presta lavoro di copertura nella pizzeria “la bucia” (leggasi buca). Il codice è 1085 e funziona! La cassaforte si apre, ne traggo una chiavetta USB ed esfiltriamo dal paese….missione compiuta.

Passiamo su WP3 e ci dirigiamo su Polifemo, un laboratorio filo-russo dove sono stati segnalati valori radioattivi molto alti. Il nostro compito è sabotarlo senza innescare una fusione del nocciolo. L’obj si trova in una piccola radura raggiungibile da un sentiero in leggera discesa. È circondato per tre quarti da un bosco impraticabile al buio. Durante la recon, grazie ai visori notturni che abbiamo al seguito, mappiamo la predisposizione dei 5 difensori e decidiamo per la tattica più logica: tutta la squadra sul sentiero poi io, Spider e Jager (tutti provvisti di visore) ci spostiamo sulla DX, il lato totalmente al buio, il resto della squadra impatterà frontalmente e sulla SX attirando con il loro fuoco l’attenzione dei difensori. Tutto fila liscio, Jager compie la mattanza al buio facendo uso del visore e del laser che manco Pecora nella cantinetta di casa sua e gli altri bonificano il lato frontale illuminato dai fari.
Op. Hidden War
Ora ci attende la prova speciale magistralmente realizzata dagli organizzatori. Si tratta di un congegno consistente in due ampolle alimentate a batteria che si attivano mediante una procedura particolare: girare una chiave a SX, posizionare 5 circuiti in maniera corretta, girare un’ultima chiave a DX ed infine togliere l’alimentazione alla batteria tramite il distacco del cavetto elettrico esatto. Eseguiamo tutto correttamente tranne la parte del cavetto per una mera svista nel posizionare il foglio delle istruzioni per cui il laboratorio esplode e non superiamo la prova speciale (vane risulteranno le rimostranze pacate fatte inserire nel tabellino dell’arbitro).

Ci mettiamo di nuovo sulla strada, senza riposo, ovviamente in salita e camminiamo sotto il peso dell’attrezzatura arrivando a WP5, passiamo WP6 ed arranchiamo avanti fino a CDA (Centro Decriptazione Avanzato). Il posto non è altro che il ristorante da cui siamo partiti. Non è prevista nessuna azione se non quella di presentarsi con la chiavetta USB di livello 4 dataci nella fase di intelligence, usare poi l’altra recuperata ad Erebro e decriptare il contenuto. Della cosa si occupano Jager e Goemon portando a compimento la missione senza difficoltà mentre noi approfittiamo della sosta per andare alle macchine e settare gli zaini.

Dopo buoni 20 minuti dobbiamo per forza rimetterci in marcia anche se l’istinto ci consiglia di rimanere a dormire. Si parte direzioni WP1 e da li a Moire, ultimo obj notturno. Altra sfacchinata in salita tanto per cambiare e dopo una deviazione laterale finalmente si va in discesa………si ma……troppo in discesa! Arriviamo al punto previsto ma di Moire nemmeno l’ombra, intorno a noi buio e silenzio. C’è chi sente un “preso!”, chi vede puntini luminosi, chi guarda la luna piena estasiato emulando Jack Nicholson in “wolf”….ma Moire non è li. Rompiamo gli indugi e chiamiamo gli organizzatori al cellulare. Per fortuna si stanno portando proprio su Moire e tra poco saranno da noi per indicarci la strada!!! Così dopo pochi minuti ecco i fari di un fuoristrada che si ferma, di primo acchitto pensiamo che la vettura vada ad etanolo visto l’odore di alcool che lo sovrasta ma appena scende il boss del torneo ci rendiamo conto che “mister campari”, così ribattezziamo il simpatico Giovanni organizzatore del torneo, per passare la nottata ha dato fondo alle riserve alcoliche dei 77 abitanti che risiedono nei 40 kq del percorso gara e così tra uno sbarellamento e l’altro ci dice dove andare…..ovviamente si risale la discesa. L’obj, un punto di osservazione russo, si trova un duecento metri sopra di noi ai piedi di un traliccio dell’alta tensione che usiamo per valutarlo ed attaccarlo. La prova speciale consiste nell’individuare le luci di un eliporto, calcolare la distanza, mapparlo e trasmettere le coordinate. La logica di squadra consiglia di tenere al sicuro il nostro cartografo per assicurarci il suo contributo e così decido. Goemon deve rimanere defilato. I soliti possessori di visore questa volta agiscono a SX, dove si apre una radura senza ripari, mentre gli altri a DX protetti dal boschetto. L’ingaggio è abbastanza cruento e lo stesso Goemon si trova in mezzo al fuoco amico. Finisce l’ingaggio e cmq sia alla fine riesce a portare a termine splendidamente la prova speciale anche se messo sotto pressione non dagli avversari ma da noi stessi che mettendo in discussione le sue decisioni gli creavamo insicurezza. Atteggiamenti da migliorare.

Op. Hidden War
Di nuovo in cammino sulla strada maestra direzione WP2 per poi arrivare al punto di rifornimento quindi entro le 06.30 a Scilla e Cariddi. Il cammino è davvero lungo e non ce la facciamo più, la squadra si allunga sul percorso ma nessuno molla. Si fanno piccole soste di 3-4 minuti nelle quali si riesce anche a dormire e si riparte. Non nascondo che dormivo camminando aprendo gli occhi ogni 15-20 passi per vedere dove andavo e non cadere. A metà percorso era prevista una deviazione su Apollo, un paese dove si deve entrare in abiti civili e acquisire foto significative che attestino l’orientamento politico degli abitanti, e il compito viene svolto da Jager e Nitro mentre i restanti continuano la marcia fino al rifornimento dove arriviamo alle 06.00. Ci sono ancora 30 minuti per l’apertura della finestra d’ingaggio così ci buttiamo dove capita e dormiamo. Ed è qui che un incubo funesta il mio riposo: Sento in lontananza un rombo che non distinguo, credo sia una macchina che si avvicina ma non arriva mai allora il sogno cambia in un decespugliatore al massimo dei giri ma la parte conscia mi dice che alle 06.00 nessuno lo accenderebbe, che sia una bestia? Ma nessuna fiera nostrana emette quel verso. Solo quando Dumyo comincia con i suoi “porco due arotto il cazzo” e Black sbotta a ridere capisco che il frastuono veniva dal setto nasale di Ocelot che, tra le altre cose, ha deviato pure quello.

Bene, tutti in piedi, arrivano Jager e Nitro e non hanno il tempo di riposare (stoici) perché ci avviamo su Scilla e Cariddi ossia un avamposto a SE controllato dai filorussi. Lo vediamo dall’alto, si trova al termine di una strada protetto da alberi abbastanza radi ma che offrono loro protezione solo che noi dovremmo scendere su terreno scoperto così pieghiamo verso DX e lo impattiamo frontalmente (l’aggiramento era possibile solo parzialmente da DX). al centro dell’avamposto c’è una vulcan artigianale che spara pallini senza sosta e che ci fa tenere la testa bassa. È questa la prova speciale da sostenere: disattivare quel sistema di difesa. È il primo ingaggio della giornata, siamo stanchi, poco lucidi, rigidi e si vede. Non avanziamo venendo eliminati uno dopo l’altro ma grazie al solito insuperabile e indispensabile Dumyo ne veniamo a capo. Ad appena qualche secondo dalla fine riesce ad eliminare l’ultimo difensore e a disattivare la vulcan. E l’umore sale insieme all’adrenalina.

Ora si procede allegramente in discesa, l’umore è ottimo, la giornata è cominciata bene ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. In questo caso però l’imprevisto si chiama mania di protagonismo.

Scesi fino in fondo al canale vediamo Ares dritta di fronte a noi, in altro a 200-300 metri di salita con pendenza almeno 14%. Si tratta della base di comando del contingente russo in Crimea presieduto dal Gen. Pommadora. Nostro compito è eliminarlo e fornire prova fotografica del cadavere. Duro, durissimo arrivare in cima ma alla fine ci siamo. Ci posizioniamo dietro un piccolo edificio. Sopra di noi il terreno è stato livellato per la costruzione di un casolare lungo e stretto alle cui spalle la collina riprende. Alla DX campo aperto quindi impossibile avvicinarsi da li per cui una squadra a SX e una frontale. Luce verde, ci arrampichiamo fino alla sommità ma dopo pochi metri ci imbattiamo in una struttura piccola e protetta alle spalle da un groviglio di cespugli: qualunque direzione prendessimo eravamo allo scoperto così io e Dumyo ne facciamo subito le spese. A seguire ecco Ocelot e Black, poi Spider, Goemon, Jager ed infine Nitro. Ed ecco che a questo punto escono i campioni della difesa che gonfiando il petto con aria tracotante mi fanno: qua non passa nessuno, solo due squadre ieri ci sono riuscite perché non avevamo capito dove metterci……

Nessuna polemica da parte mia, abbiamo sbagliato noi, ma è stato riferito agli organizzatori che 1-la difesa deve essere uguale per tutte le squadre e non cambiare posto a seconda del risultato 2-dovrebbe essere vietato sparare alla libanese come invece è successo (con immancabile insensibilità ai colpi sul fucile) 3-fermo restando che nessuno vuole vita facile ma trovare 5 difensori appostati in buche protette da cespugli (sic!) che coprono tutti i lati dell’unico imbuto possibile per l’accesso (non era possibile aggirare) non è proprio il massimo. Gli organizzatori ci hanno dato ragione riferendo che quel team, a vista composto da persone non avvezze ad un soft air di quel genere ma piuttosto ad uno spara-spara da dietro gli alberi, non era la prima volta che gli creava questo tipo di problemi per mancanza di sensibilità. In sintesi non essendo in grado di affrontare una gara del genere si rifacevano dimostrando agli interditori di che pasta erano fatti. Tristezza. questo però non ci restituisce il punteggio negativo acquisito.

Ce ne andiamo alquanto delusi e amareggiati e dopo aver superato WP11 ci portiamo su Cerbero, area in cui sono tenuti prigionieri degli osservatori OSCE. Nostro compito è liberarli e portarli al luogo di esfiltrazione dopo aver comunicato via radio il segnale in codice convenuto. Il sito è diviso nelle sezioni A e B. Dopo aver superato un magazzino prefabbricato che risulta vuoto ci portiamo su A, una casa colonica adiacente ad una stretta strada sulla quale ci incamminiamo. Troviamo subito l’ostaggio e lo scortiamo fino al punto convenuto. Essendo ormai pratici di questa giocata con protezione V.I.P. (la nostra ambasciata) ci risulta facile scortare indenni lo stesso fino al punto di esfiltrazione eliminando i cecchini appostati.

Op. Hidden War
Siamo quasi giunti alla fine del viaggio. Ci sono ancora i WP10-9-8 da superare poi ci aspetta l’ultimo ostacolo: Giasone, il laboratorio dover vengono movimentate sostanze pericolose.

Sapevamo già in sede di briefing che la strada per arrivarci sarebbe stata molto dura: 1.6 km in salita con pendenza 10%. Pensiamo di mollare gli zaini per recuperarli in seguito, ma poi ci guardiamo in faccia….ma come? Siamo arrivati sin qui e adesso molliamo? Non se ne parla, zaino in spalla e si va avanti.

La salita è atroce, fa caldo, i tornanti si susseguono senza sosta, i GPS sono un tormento perché diminuiscono la distanza per poi aumentarla di nuovo complice lo zig zag della montagna. Ci allunghiamo sulla strada e facciamo più soste….ma andiamo avanti. Alla fine non ne posso più e regolando il respiro al tempo dei passi, con lo sguardo fisso sui miei piedi comincio a distanziare il gruppo manco fossi Pantani alla Cima Coppi. Solo Ocelot mi sta a ruota ma quando lo sento ansimare “andrè…..arf…..prce…..fc…iù” capisco che sono solo così alzo solo un pollice in segno d’intesa e manco giro la testa. Arrivo in cima: maglia azzurra.

Ci ricompattiamo su WP8 che si trova proprio davanti a Giasone. Questi è un casolare nel mezzo di un campo aperto per cui l’unico modo per prenderlo è circondarlo su tutti i lati. Io e Dumyo ci portiamo a SX utilizzando la strada per restare coperti. Da li risaliamo di un paio di metri e ci troviamo sul lato della casa. Partito l’ingaggio mi sposto ancora più in alto a SX così riesco prima ad eliminare il cecchino che sovrastava il lato posteriore della casa poi un secondo tango appostato sulla porta d’ingresso. Un terzo difensore viene eliminato e conquistiamo Giasone. Ci attende la prova speciale ed anche qui gli organizzatori fanno sfoggio di grande competenza perché si inventano un drone comandato a distanza con il quale prelevare una provetta contenente il campione di materiale. Con Ocelot ai comandi e me come navigatore riusciamo a portare a termine la missione.

Sono le 12.00 ed abbiamo 2.30 ore a disposizione per esfiltrare, la voglia di far bene è talmente tanta che proviamo a calcolare il percorso da fare per recuperare Icaro ma francamente risulta impossibile (4 ore tra andata e ritorno) per cui consci di aver dato il massimo di noi stessi ci avviamo verso l’uscita.

Il torneo è finito e portiamo a casa un terzo posto che vale molto...

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