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Nome In Codice Colosseo

Pubblicato il: 31 Gennaio 2010
 
Nome In Codice Colosseo
Ritirato un plico contenente preziose informazioni e dopo aver fugato ogni dubbio sul regolamento grazie al gentilissimo Lupo, ci infiltriamo alle ore 11.00 am (1 ora di ritardo a causa di qualche problema tecnico dovuto alle ASG). 
Piove a dirotto e fa freddo, ma in poco tempo raggiungiamo l’HQ da bombardare, posto in prossimità di una radura. 
Vari Tango pattugliano la zona rendendo impossibile qualsiasi manovra di avvicinamento atta a rilevare le coordinate con il GPS. Così, l’ottimo Kuio, comincia le rilevazioni con il telemetro laser, carta e bussola per meglio determinare le coordinate dell’HQ, le stesse che avremmo dovuto comunicare all’organizzazione via radio per dare il via al bombardamento aereo.
Silenziosi ci portiamo sulla cima di due colline per determinare con poco scarto l’esatta posizione dell’obbiettivo. 
Kuio ha le coordinate ed è pronto a comunicarle tramite radio, ma per conferma preferiamo effettuare un ulteriore rilevamento. 
Sganciamo Virus e Sephirot che strisciando riescono ad arrivare a 120 mt dall’HQ, stabilendo così una testa di ponte che informi la squadra in merito ai movimenti della controinterdizione e che consenta a Kuio di avanzare in sicurezza. Dopo un veloce lavoro cartografico e rilevati gli ultimi dati, si è pronti per ripiegare. 
Purtroppo le sentinelle di ronda si avvicinano minacciosamente e ogni manovra evasiva viene congelata. 
Io Barak e Charlie usciamo dal bosco a circa 200 mt dall’HQ facendo di tutto per attirare l’attenzione delle sentinelle ormai giunte a 15 mt dai nostri compagni, coperti da un cespuglio alto non più di un metro. Finalmente l’attenzione dei tango si sposta verso la nostra direzione, permettendo a Kuio, Virus e Sephirot di sparire nel bosco, cosa che facciamo prontamente anche noi. 
Coordinate dell’HQ comunicate all’organizzazione, davvero suggestivo vedere le alte volute di fumo rosso innalzarsi verso il cielo plumbeo. Bombardamento riuscito!
Il prossimo obj consiste nel ricognire due casali e scattare foto inequivocabili circa la presenza di armi. 
Scegliamo quindi di dividerci in due brick per ottimizzare i tempi, quindi Barak Sephirot e Kuio si dirigono verso un piccolo casale bianco posto al centro di una radura e circondato da colline, io, Charlie e Virus, raggiungiamo una struttura fatiscente presidiata da due ostili che non accennano a spostarsi di un metro. Rimaniamo più di mezzora in osservazione nella speranza che il presidio venga abbandonato, ma nulla, decidiamo quindi di attaccare nonostante questo comporti una piccola penalità (dato che la ricognizione sarebbe dovuta avvenire in modalità stealth). 
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Accerchiamo gli avversari e apriamo il fuoco simultaneamente, ciò basta per eliminarli. 
Scattate le foto all’interno della struttura, ci dirigiamo verso il piccolo edificio bianco che già stavano ricognendo i nostri compagni. Arrivati in loco troviamo solamente Barak, dato che Sephirot e Kuio si erano appena diretti al rendezvous con lo spotter per effettuare la prova sniper. Abbiamo già tutto quello che ci serve, infatti Kuio è riuscito a girare un video sia degli armamenti che degli apparati di comunicazione nemici.
Non rimane che attendere il suo ritorno dopo l’eliminazione di Zurckey, ma... non ci lasciamo sfuggire l’occasione di conseguire nuovamente l’obiettivo mediante altre modalità. 
Barak appostato su una collina fa da spotter, descrivendo minuziosamente i movimenti delle due sentinelle di ronda nei pressi della struttura. 
In effetti non si allontanano molto e l’avvicinamento è più difficile del previsto. Con Charlie e Virus ci muoviamo in base alle indicazioni forniteci via radio da Barak, che con l’ausilio dello spotting scope riesce a non perdere di vista gli ostili. 
Per accellerare le comunicazioni radio abbiamo sostituito i nostri nickname con numeri, scanditi dallo spotter: muove uno - due stand by. 
Muove due a sinistra - tre stand by. Muove tre cespuglio ore 10.00, ostili 40 metri lato nord edificio, in avvicinamento, strisciando su un terreno che definirlo fangoso sarebbe un eufemismo, riusciamo ad arrivare in 18 minuti all’obj. 
Le sentinelle sono a 40-45 metri circa di distanza dalla struttura e, accortesi della nostra presenza, cominciano ad avvicinarsi minacciose; scatto due foto, RAI difensiva e via... 
Avevamo concordato preventivamente con il resto del team che ogni manovra difensiva dovesse avere la funzione di tenere lontani gli avversari, infatti colpirne uno avrebbe procurato penalità, a prescindere dall’esito dell’ingaggio.
Una volta riuniti con Kuio e Sephirot apprendiamo che l’uccisione di Zurckey tramite tiro sniper è riuscita alla perfezione; segue debriefing di Kuio:
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Lasciata la zona della ricognizione, arriviamo con un’ora di anticipo nel luogo per il rendezvous con lo spotter, decidiamo quindi di rimanere occultati fino al momento dell’incontro.
Giunta l’ora, mi reco dallo spotter per il briefing dell’imminente missione: di li a poco passerà il generale Zurkey insieme alla sua scorta e dovrò eliminarlo con un tiro di precisione.
Lo spotter mi fa strada sino alla posizione di tiro; mi apposto in cima ad un costone al di sotto del quale è presente una carrabile sulla quale passerà il generale.
Dopo una breve attesa, lo spotter comunica: "Ostili in avvicinamento da ovest, il tuo bersaglio è quello con tunica e Kefia".
Gli ostili si avvicinano sempre di più sino ad arrivare a tiro; ad un certo punto lo spotter dà il segnale…”fuoco quando pronto”…Zurkey è a 20mt di distanza, perfettamente inquadrato nel centro della mia ottica.
Apro il fuoco colpendo in pieno l’obiettivo; il beduino si accascia.
Lo spotter inizia a fare fuoco per coprire la mia ritirata mentre mi esorta a sganciarmi.
Sfruttando la sua copertura, come da pianificazione, raggiungo il rallypoint con Sephirot.
Il tempo di bere un sorso d’acqua, smaltire il fiatone, e siamo di nuovo in marcia.
Contattato Diomede via radio, determiniamo un rally point dove ricongiungeci per proseguire la missione -
Terminata la prova sniper attacchiamo in cinque il campo Taliban1, mentre Barak è al rendezvous con gli agenti infiltrati che forniranno preziose informazioni. 
Il campo Taliban1 cade dopo qualche minuto e, grazie ai visori e le torce IR, riusciamo a stanare anche un ultimo ostile ben asserragliato dentro al bunker. 
Nello stesso arco temporale Barak consegue la sua missione di recupero informazioni e, ricongiuntici su un RP, proseguiamo la marcia.
Arriviamo in prossimità del secondo campo Taliban alle 10.30pm; dovremo attendere fino all’ 1.00am per poterlo attaccare. 
Fa freddo e nonostante l’equipaggiamento tecnico ed il cambio, pioggia e vento ci mettono a dura prova, tanto da rendere il colore delle dita tendente al viola. Finalmente attacchiamo il campo Taliban2 posto al centro di una gola. 
Un avvicinamento silenzioso ci consente di accerchiare il bunker dal quale provengono delle voci, che però risultano attutite dallo scrosciare della pioggia insistente. 
Al segnale concordato apriamo il fuoco, decine di BB raggiungono il bunker colpendolo su tutti i lati. 
Due minuti e l’ingaggio termina con esito positivo. 
Salutiamo i simpaticissimi ragazzi della controinterdizione e ringraziamo sentitamente Lupo, Veleno, Nebbia, Mattonella e tutti i Legionari Romani per averci permesso di vivere questa esperienza indimenticabile.

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