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Op. Bioshock

Pubblicato il: 08 Giugno 2008
 
Op. Bioshock
Nella splendida cornice delle campagne pistoiesi, si è svolto l’evento in epigrafe, assimilabile alla categoria “Hard Soft Air” organizzato dai Dragonforce.

L’infiltrazione ebbe luogo alle 10.45 del sabato per mezzo di un furgone, che ci trasferì nell’Area Operativa. Il cielo grigio non prometteva nulla di buono, di li a poco infatti, cominciò a piovere, ma la cosa non ci dispiacque; valutammo che lo scrosciare dell’acqua avrebbe coperto l’inevitabile rumore generato dal nostro incedere sulla distesa di foglie e rami secchi, che circondavano gli OBJ da conseguire in modalità stealth.
Acquisiti vari WP, ci dirigemmo verso l’OBJ “Luxor” dove avremmo dovuto far saltare un laboratorio ed eliminare il professore responsabile della produzione del virus Chimera. Mentre la marcia procedeva, osservavo stupito gli splendidi monumenti naturali che si stagliavano all’orizzonte; il paesaggio era costituito per lo più da conifere ad alto fusto ed a causa della ridotta distanza che intercorreva tra gli alberi, la luce che filtrava all’interno del bosco era assai poca; addirittura in alcuni tratti sembrava che le ombre della sera si fossero destate prima del tempo.
Dopo aver effettuato una recon intorno all’OBJ, decidemmo di attaccare dal punto che a noi sembrava più favorevole ed avuto il benestare dall’ HQ per l’ingaggio, cominciammo ad avanzare cercando di ottimizzare le risorse mantenendo una cadenza di fuoco breve e regolare.
Sapevamo che gareggiare con un uomo in meno ci avrebbe costretto ad abbandonare qualsiasi velleitaria tattica di aggiramento; fu così che, spalla a spalla, optammo per un fuoco pesante diretto da un’unica direzione.
La contro interdizione, composta da quattro elementi compreso il professor Luxor, non sembrava voler mollare, ma uno ad uno caddero; una sola perdita tra le nostre fila.
Potemmo così far saltare il laboratorio, ma sapevamo che era solo l’inizio e non c’era da montarsi la testa (l’umiltà premia sempre), quindi procef verso altri WP consci del fatto che molta sarebbe stata ancora la strada da percorrere.
Valutammo che l’OBJ del Colonnello Keope doveva esser conseguito con la luce del giorno a causa della sua complessità; le direttive di missione prevedevano di catturare un veicolo, sostituirsi agli occupanti, a cui avremmo dovuto sottrarre gli abiti al fine di eludere la scorta che proteggeva l’ufficiale ed infiltrarci in territorio ostile. Prelevato il Colonnello saremmo entrati in possesso di importanti codici, fondamentali per il disarmo di alcuni missili.
Srotolata la bandella atta ad arrestare il veicolo da catturare, ci disponemmo a triangolo così da sviluppare un fuoco che avrebbe investito a 360 gradi la CI.
Virus si piazzò sulla strada fronte alla Jeep, io e Kuio ci appostammo speculari sul ciglio della stessa. In un silenzio gravido di attesa, rotto solamente dai tuoni che rimbombavano nella valle, udimmo finalmente il rombo della Jeep che si avvicinava; scesero due guardie armate, una fu centrata da Kuio, l’altra la colpii poco dopo… ingaggio finito!
Purtroppo qualche pallino impattò sulla Jeep e questo avrebbe messo in allarme la scorta del colonnello Keope che inevitabilmente avrebbe provveduto ad eliminarci non appena scesi dal veicolo.
Presi i berretti delle guardie e qualche altro segno distintivo utile al travestimento, con Kuio salimmo sul mezzo, mentre Virus rimase nel luogo dell’imboscata occultato. Arrivati davanti alla residenza del colonnello Keope, capimmo che la copertura era saltata a causa dei colpi diretti precedentemente sulla Jeep.
 Quanto accadde in seguito fu eseguito con estrema sintonia e velocità. Spalancato il portellone posteriore del veicolo, scendemmo simultaneamente centrando le guardie con due raffiche; Kuio si diresse verso il colonnello Keope intimandogli di gettare l’arma e io mi disposi a presidio nel caso fossero intervenute altre forze ostili. Ottenuti i preziosi codici per il disarmo del missile, recuperammo Virus e ci dirigemmo verso la postazione missilistica passando per il WP “vetta”.
Capii solo dopo il perché di questo nome: per raggiungerlo dovemmo affrontare una salita con una pendenza del 70% che provò duramente la squadra ormai da ore in marcia sotto la pioggia. Giunti in vista della postazione missilistica, effettuammo con estrema circospezione, una recon con l’intento di individuare la miglior posizione dalla quale intervenire.
Se fossimo stati individuati dalla CI presente in loco, avremmo perso la possibilità di conseguire l’obiettivo.
Avuto il benestare dall’HQ attaccammo il sito difeso da tre uomini, ci disponemmo in linea di fronte così da coprire più zone possibili, badando a non distanziarci troppo tanto da generare un fuoco compatto.
Il primo ostile fu centrato da Kuio che aprì le danze, Virus sfruttò l’ottima copertura offertagli per portarsi in posizione favorevole e colpire il secondo ostile; così come uno stormo di uccelli vira all’unisono, i BB sparati da Kuio e Virus simultaneamente bloccarono il terzo avversario asserragliato dietro un albero, che centrai dopo pesanti raffiche...Finitaaa!
OBJ preso, zero perdite da parte nostra.

Trovammo due rampe missilistiche di cui una sola alloggiava l’ordigno, l’altro era stato lanciato in precedenza.
Qui accadde qualcosa che ha dell’incredibile.
Dovevamo immettere i codici consegnatici dal colonnello Keope e bloccare il lancio del missile, due le consolle una per ogni rampa; valutammo che la cosa migliore da fare fosse quella di inserire i codici in entrambe le rampe, al massimo non sarebbe accaduto nulla di preoccupante visto che un missile era già stato lanciato e quindi non presente in loco.
 Digitati i numeri su una delle due consolle, veniamo avvertiti dall’arbitro che non si tratta di quella corretta e che l’OBJ era da ritenersi conseguito al 60%...ancora dobbiamo capire il perchè non abbiano consentito di inserire i codici su entrambe le rampe, comunque accettammo a malincuore il verdetto evitando qualsiasi tipo di polemica.
Le modalità con le quali abbiamo conseguito l’OBJ seguente denominato “CAPO VERDE” meritano davvero di essere descritte nei minimi dettagli; solo gare di alto livello tecnico offrono la possibilità di impiegare due ore e mezza per raggiungere un risultato, ma andiamo per gradi.
Arrivati in vista dell’OBJ Capo Verde, ci rendemmo conto che non sarebbe stato facile avvicinarsi senza essere scorti.

Le direttive ci imponevano di non ingaggiare con la CI attestata su un piccolo rilievo posto al centro di un bosco, a difesa di una torretta sopraelevata caratterizzata da 4 simboli (assimilabili alla categoria della simbologia NATO), disposti sui quattro lati della stessa. Nostro compito era quello di operare un avvicinamento in modalità stealth, riportare su carta i simboli e sparire.
Op. Bioshock
La pioggia intensificò ed una leggera coltre di nebbia avvolse il bosco, sembrava quasi impigliarsi tra gli alti fusti degli alberi dando all’ambiente un tono spettrale. La difesa pattugliava ogni lato del rilievo ed era impossibile avvicinarsi.
Ci dividemmo con l’intento di ricognire almeno 3 dei 4 lati della torretta, ma ogni tentativo fallì; la CI non appena avvertiva qualche rumore si avvicinava con le ASG in caccia.
Nel frattempo era sopraggiunta la sera e dopo ore di tentativi finalmente riuscii a ricognire due di quattro lati della torretta, appuntando i simboli su un pezzo di carta. Mentre stavo per sganciarmi ecco un uomo della CI sbucare dalla nebbia e passarmi a due metri di distanza, avevo indosso il poncho che non è proprio il massimo per spostamenti silenziosi; se mi avessero scoperto non avremmo potuto rifiutare l’ingaggio, così come previsto dal regolamento di gara.

Rimasi rannicchiato con il viso rivolto verso il terreno umido, in quel momento non pensavo a nulla, non contavo i secondi, ne i minuti, ma attendevo solo di udire il ritmo cadenzato dei pallini impattare sul mio poncho.
Sentii il rumore di un accendino ed altri passi avvicinarsi: i due uomini della CI scambiavano impressioni sull’andamento della serata e sul freddo....deglutii ed attesi, avrei compromesso il lavoro di due ore e mezza se mi avessero scoperto…l’attenzione degli uomini fu attirata sul versante sud del rilievo, da poco sotto il fuoco di un’altra squadra; lasciarono la posizione di corsa.

Tirai un sospiro di sollievo e tornai dai miei compagni che erano riusciti a trascrivere gli altri due simboli, evitando di essere individuati. Era ormai mezzanotte, le quattordici ore di marcia si facevano sentire, ma molto ancora c’era da fare.
Raggiungemmo rapidamente altri WP, posso affermare senza esitazione che un grosso aiuto lo hanno fornito i tre visori notturni e l’illuminatore IR da 450Mw, grazie ai quali abbiamo mantenuto un’alta velocità di marcia nonostante l’oscurità.

Smise di piovere quando arrivammo in vista dell’OBJ “RAMSES”.
Il nostro compito era quello di salvare il Dottor Ramses dall’esecuzione che sarebbe avvenuta di li a poco. Grazie ai visori ricognimmo l’area, due ostili parlottavano intorno ad un fuoco a circa 30 metri da noi.
Accordataci la finestra di ingaggio dal quartier generale, rimanemmo occultati in attesa dell’arrivo della Jeep che avrebbe recato in loco il dottore per l’esecuzione.
Arrivato il veicolo, ne scesero due uomini ed il dottor Ramses, i due ostili che erano a riscaldarsi accanto al fuoco afferrarono le ASG; ancora quattro avversari da fronteggiare e noi come di consueto in tre.
Aprimmo il fuoco badando a non colpire il dottore che misi al sicuro dietro una piccola struttura in cemento, non potevamo rischiare che fosse colpito da un pallino vagante.
Ottimo il lavoro di Virus e Kuio che decimarono gli avversari, OBJ conseguito! Il dottore ci fornì delle coordinate per un obiettivo bonus.
Il freddo ora penetrava fin dentro le ossa, eravamo bagnati dalla testa ai piedi e stanchi.
Giungemmo alle 4 di mattina all’OBJ "CAPO ORO”, anche qui avremmo dovuto acquisire in modalità stealth i quattro simboli disposti sui rispettivi lati di una struttura, cosa che facemmo con successo. Decidemmo di allestire poco distante il bivacco notturno, erano 18 ore che marciavamo con 20 kg ciascuno di equipaggiamento, almeno per un’ora avremmo voluto riposare. Non feci in tempo nemmeno a distendere il bivvybag a terra, che crollai.
Alle 6 ci mettemmo nuovamente in marcia verso l’ultimo obiettivo, purtroppo passammo vicino al campo della contro interdizione che ci falciò inesorabilmente, prima di soccombere però portammo con noi sette avversari; ottimo anche qui il lavoro svolto dai miei due compagni di squadra.
Conseguimmo l’ultimo obiettivo bonus al quale arrivammo grazie alle coordinate forniteci dal dottor Ramses.
Qui Kuio e Virus si distinsero particolarmente eliminando i due avversari, dei quali uno tenacemente asserragliato dietro un caseggiato diroccato.
Il bilancio di questa esperienza è del tutto positivo: abbiamo con soli tre uomini conseguito tutti gli OBJ, di cui alcuni protetti anche da quattro ostili; marciato per 21 ore zavorrati e acquisito tutti i WP, con l’unica pecca dell’OBJ della rampa missilistica e qualche colpo finito sulla Jeep nell’obiettivo del colonnello Keope che ci ha penalizzato non poco.

Grazie alle marcia forzata abbiamo ottimizzato i tempi arrivando addirittura ad esfiltrare due ore prima del previsto, dormendo un’ora sola ed ingaggiando una sola volta con la contro interdizione.

Un plauso particolare va ai miei compagni di squadra, Kuio è davvero un ottimo elemento, senza la sua competenza cartografica non saremmo arrivati nemmeno al primo OBJ; aveva addirittura previsto dei WP supplementari per evitare di percorrere inutili salite che ad altro non sarebbero servite che a sfiancare la squadra.
Virus è il fiore all’occhiello e si è rivelato davvero fondamentale in molte occasioni che in un primo tempo sembravano condurci in un vicolo cieco.
Un grazie va anche ai Dragonforce per aver condotto magistralmente l’evento. Un saluto a tutti i Club partecipanti tra cui anche gli amici della II Legio Augusta ed i Vipers di Grosseto.
Siamo già carichi per la prossima 24H! Hooah!

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