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Dietro le Linee Nemiche

Pubblicato il: 16 Maggio 2009
 
Dietro le Linee Nemiche
Prendere parte ad una 24h è un impegno concreto e non sempre è possibile conciliarle i vari impegni di vita con il softair.
Operatori convocati per la gara: Charlie, Diomede, Ultimo, Spider, Snake, Sephirot e Lupen che era alla sua prima esperienza di eventi “24h”.
Snake e Sephirot, dotati di poca acqua e abbigliati con tuta da pilota, vengono infiltrati separatamente dal resto del team. Il loro compito è quello di acquisire diversi WP evitando di essere catturati.
In fase pianificativa ho ritenuto opportuno di costruire una copertura per i due piloti.
Ho consegnato loro una lettera corredata di mappa, nella quale una fantomatica società informatica li incaricava di effettuare una riparazione di un server, un tesserino identificativo con i dati della società informatica ed una pendrive contenente qualche foto ed una lettera in formato “word” scritta da un responsabile della società così da avvalorare la tesi dei presunti tecnici informatici.
Inoltre, in area operativa, avevamo dislocato una valigia contenente materiale informatico ed una lettera dell’ONU con le principali norme per il trattamento dei prigionieri.
Sapendo che sarebbero stati per lungo tempo a corto di acqua, hanno effettuato una buona idratazione preventiva, inoltre dato che le tute da pilota non offrono particolare mimetismo, si è scelto di adottare una tecnica basata sull’intreccio di elastici con vegetazione.
Il resto della squadra si è infiltrata mezzora dopo i piloti, con i quali era vietato il contatto telefonico, almeno fino a mezzanotte. Previo autorizzazione radio, ci avviciniamo ad un chek point alleato badando a non assumere un atteggiamento ostile.
Acquisite delle coordinate e fatto il punto carta, ci dirigiamo verso il primo OBJ sul quale inviamo due scout a fare una recon preventiva.
Pare che ci siano diversi ostili che parlottano nei pressi di due edifici adiacenti e dall’aspetto fatiscente.
Divisa la squadra in due unità, ci avviciniamo silenziosi e al segnale concordato, facciamo partire l’ingaggio.
In breve tempo l’OBJ cade. Ottimo l’operato di Lupen.
Da questo momento in poi abbiamo molti WP da acquisire e le modalità operate per il loro conseguimento sono sempre le stesse: uno scout effettua una ricognizione atta ad appurare l’eventuale presenza di ostili e, una volta giudicata l’area sicura, fa avanzare il cartografo ed il team leader che raccolgono le informazioni in tutta sicurezza coperti dal resto del team che presidia le vie principali.
Dietro le Linee Nemiche
Il fatto di aver messo su carta tutti i Way Point ha permesso di risparmiare molto tempo e notevole fatica.
Ci siamo accorti , infatti, che l’ordine numerico che li contraddistingueva non era l’ordine con il quale erano stati dislocati.
Quindi il WP 2 era vicino al WP7 e non al 3.
Acquisiti diversi punti, senza disdegnare più ingaggi con il buon Catalini ed i suoi Hell’s Brigades, decidiamo di attaccare il campo della Milizia.
La scelta è stata a lungo ponderata, sapevamo di incontrare molta resistenza, ma eravamo convinti che la notte incipiente ci avrebbe un minimo favorito.
Giunti in vista del primo campo ostile presidiato dai Praedatores, impieghiamo 12 minuti per completare le manovre di avvicinamento.
La notte era particolarmente silenziosa e volevamo evitare il minimo rumore per sorprendere gli occupanti e conseguire l’OBJ stealth.
Puntate le surefire sugli ostili, ci viene risposto che non è un OBJ ingaggiabile…stupiti, ci dirigiamo verso il secondo campo poco distante, i visori notturni fanno un lavoro egregio e la luce proveniente dal fuoco sfavillante ci permettere di determinare il numero dei tango presenti. Venti i minuti necessari per circondare il campo.
Al segnale puntiamo le sure fire e intimiamo la resa agli “ostili” beccati con il panino in bocca.
Salutati gli Hell’s Brigade che ci offrono anche un po d’acqua, finiamo di acquisire i vari WP perdendo anche una carta da gioco e quindi punti, a causa di un ingaggio avvenuto nei pressi di un WP.
Il morale è buono e non avvertiamo ancora la stanchezza, ma siamo costretti a fermarci fino alle 6 di mattina, ora in cui avremmo ricevuto le coordinate per liberare i piloti che, dopo aver acquisito qualche Way Point, erano stati catturati dalle forze ostili georgiane.
Spaccando il secondo, ci presentiamo all’appuntamento dove Criminal del MAS, sempre arzillo, ci comunica le coordinate della prigione nella quale sono detenuti i piloti.
Arrivati in loco, proviamo l’avvicinamento stealth entrando da un ingresso posteriore, ma non siamo abbastanza silenziosi e scatta l’allarme.
Cominciano a volare pallini a più non posso ed è subito un caos.
Prima di cadere, Charlie ed Ultimo, colpiscono un tango appostato nel cortile; ciò mi permette di eliminarne un altro sfruttando la copertura di un fitto cespuglio, più un terzo che faceva capolino da una finestra.
Dietro le Linee Nemiche
Cala una calma apparente ed il silenzio permea l’aria.
Mi lancio di corsa all’interno dello stabile ed elimino un difensore appostato sulle scale; raggiunta una finestra senza vetri apro il fuoco e centro un tipo corpulento che stava ricaricando l’ASG.
Pare sia rimasto un ultimo difensore armato di pistola e, mentre l’ottimo Spider lo tiene occupato scaricandogli addosso una gran quantità di BB, raggiungo la cella e libero i due piloti… FINITAAA!
Diamo le due ASG di backup ai piloti e ci dirigiamo verso il campo dove è custodito il loro equipaggiamento.
Eliminata una pattuglia di controinterdizione incontrata lungo il cammino, chiediamo l’autorizzazione all’ingaggio: “ Qui Alpha Tango Zero Tre, richiesta finestra d’ingaggio per OBJ… over”. “… Alpha Tango zero tre permesso accordato, finestra attiva per trenta minuti!”. Eliminati i difensori grazie ad un attacco deciso (ottima prestazione di Snake e Sephirot), ci dirigiamo verso il prossimo obj difeso dai Praedatores.
Ovviamente troviamo altre pattuglie di controinterdizione lungo la strada, ma non ci impensieriscono e di buon grado accettiamo gli ingaggi, nonostante il tempo corra veloce.
Purtroppo l’obiettivo dei Praedatores non riusciamo ad espugnarlo, molti i bunker presenti e ben piazzati.
Nel tratto di strada piuttosto lungo che ci separa dall’ultimo OBJ avremo incontrato almeno 3 pattuglie di controinterdizione che ci hanno molto rallentato.
Spazzati via da un attacco portato a termine da una quindicina di ostili, accettiamo di buon grado l’acqua offertaci dai ragazzi dell’ SBS TEAM e Compagnia Easy.
Chiediamo notizie in merito alle altre squadre, ci rispondono che non le hanno ancora incontrate e che sono in procinto di smobilitare il campo.
Arrivati in vista dell’ultimo obiettivo, consistente in un seggiolino e relativo paracadute dal quale avremmo dovuto recuperare un CD, opto sulle prime per attaccare in linea di fronte, ma dato che siamo in campo aperto e che il seggiolino è posto a ridosso del bosco nel quale si presuppone ci sia ostilità, cambio formazione e comunico alla squadra di dividersi in due team e costeggiare il bosco fino ad arrivare ben coperti al paracadute.
Dopo un cruento ingaggio, riusciamo a recuperare il CD contenuto in una scatola che apriamo inserendo due fusibili in un meccanismo.
Fondamentale il contributo di Charlie ed Ultimo per il conseguimento di questo obiettivo.
La stanchezza si fa sentire, l’acqua è ormai finita da un pezzo ed il sole alto nel cielo ci induce a rincorrere le nostre ombre proiettate sulla strada sterrata, ombre che appaiono stanche, ma anch’esse sposano in pieno la mentalità con il quale ci si approccia alle gare di questo tipo: non si fanno pause (eccetto sugli OBJ al termine dell’ingaggio), si mangia camminando e nessuno rimane indietro. Giunti all’esfiltrazione, troviamo un bel comitato di benvenuto composto da una pattuglia di Navy Seal piuttosto nutrita, più personale vario preposto alla nostra eliminazione. Esfiltrati intorno alle 12.00, ci congratuliamo con Pizza, Criminal, Bimbo, Spec3 e tutti i ragazzi del MAS1 di Roma, per aver organizzato un’ottima gara. Abbiamo respirato un’aria davvero distesa, cosa che è sempre più difficile trovare in eventi competitivi di questo tipo.
Molti i km percorsi, altrettante le pattuglie di controinterdizione che ci hanno dato del filo da torcere, a cui vanno i più sinceri saluti. 

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