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Op. Deliberate Force III

Pubblicato il: 26 Marzo 2017
 
Op. Deliberate Force III
ANTEFATTO

ANNO 1993/1995 – SARAJEVO (Bosnia ed Herzegovina)

 

 
La guerra in Bosnia ed Herzegovina rimane la più complessa, caotica e sanguinosa in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale.
Vennero firmati dalle diverse parti in causa diversi accordi di cessate il fuoco, inizialmente accettati, per poi essere stracciati solo poco tempo dopo.

Le Nazioni Unite tentarono più volte di far cessare le ostilità con la stesura di diversi piani di pace: da quello Carrington-Cutileiro del settembre '91, al Vance-Owen del gennaio 1993 a quello Owen-Stoltenberg, stipulato nell'agosto 1993; tutti si rivelarono fallimentari.

I Serbi e i Croati (Comandati da FRANJO TUDJMAN) combatterono alleati contro i Bosniaci (Comandati da RADOVAN KARADZIK), i quali erano dotati di armi più pesanti e controllavano gran parte del territorio rurale, con l'eccezione delle grandi città di Sarajevo e Mostar. Nel 1993, dopo il fallimento dell'ultimo piano di pace che prevedeva la divisione del Paese in parti etnicamente pure, scoppiò un conflitto per la conquista di SARAJEVO. Duri e sanguinosi furono gli scontri nel territorio. Gli equilibri mondiali furono destabilizzati dalla situazione fuori controllo della zona Jugoslava.

Entrambe le fazioni ricavarono i fondi necessari all'acquisto di armi illecite favorendo l'evasione dal Paese dei propri cittadini civili (purtroppo come profughi), in cambio di importanti somme di denaro.

A seguito del perdurare dell'assedio di Sarajevo e delle atrocità, il 30 agosto 1995 la NATO, autorizzata ad usare la forza per proteggere queste zone, scatenò l'Operazione Deliberate Force avvalendosi principalmente delle proprie forze aeree.

La campagna militare della NATO, data l'evidente superiorità, portò a scovare ed eliminare i Comandanti FRANJO TUDJMAN e RADOVAN KARADZIK, infliggendo nel contempo gravi danni alle truppe ribelli locali, senza riuscire però a neutralizzarle completamente.

Nel 2014, le forze della NATO riuscirono a stabilizzare la situazione ridisegnando i confini e regolarizzando il loro rispettivo controllo, lasciando cosi il territorio in mano a delle forze militari locali.

 

ANNO 2015 mese di Novembre

 
A distanza di un anno, nella città di Sarajevo si verificano ancora diversi scontri tra SERBI/CROATI e BOSNIACI, fazioni ormai ritenute pacifiche alla cui guida ci sono i successori dei Comandanti ormai deceduti. I nuovi leader, tuttavia, non sono ancora stati identificati.

La NATO dichiara che nel giorno 2 APRILE 2016 tornerà nella capitale Bosniaca per terminare il lavoro iniziato nel 2014.
 

ANNO 2016 mese di Aprile

 
L'intervento della NATO, forse anche a causa di casi di corruzione interna, ha destabilizzato ed inasprito i rapporti tra le due fazioni, incrinando così la flebile speranza di una pace duratura.

Le forze serbo/croate, aizzate dal sospetto di presunti accordi segreti tra NATO e Bosniaci, sono riuscite a sfondare le linee nemiche, costringendo le milizie rivali ad abbandonare i propri presidi al fronte, obbligandoli così a ripiegare il proprio contigente confinandolo in una posizione non nota.

I rapporti forniti dalla NATO denunciano il mancato rispetto del Trattato di Ginevra sull'utilizzo delle armi chimiche durante gli aspri scontri tra le fazioni.
 

ANNO 2016 mese di Novembre

 
La popolazione civile è la parte che più sta soffrendo per l'utilizzo delle armi chimiche.

Attualmente la Bosnia Erzegovina è ancora teatro di duri scontri. La popolazione, già pesantemente colpita, è costretta ad abbandonare le proprie abitazioni ed evacuare dalle zone del conflitto. Sui confini con il Montenegro e gli stati limitrofi si stanno progressivamente ammassando profughi di guerra pronti ad abbandonare il paese.

La NATO, nel frattempo, da una parte si vede impegnata ad aiutare le popolazioni civili colpite dagli scontri, dall'altra, è occupata a controllare traffici sospetti sul confine, lavoro reso ancor più difficile dalla numerosa presenza di sfollati.

I militari NATO hanno il controllo della “zona cuscino” (zona non ancora raggiunta né dai Bosniaci né dai Serbi/Croati) e dei punti di accesso alle zone presidiate dalle due fazioni.
Si tratta di un equilibrio precario.

Nel tentativo disperato di ristabilire una nuova pace in una situazione ormai fuori da ogni controllo, l'ONU, coadiuvata dalla NATO come forza di interposizione sul territorio, annuncia per il giorno 25 Marzo 2017 una Conferenza di Pace, alla quale, grazie ad un grande lavoro diplomatico svolto, parteciperanno i rappresentanti di entrambe le fazioni belligeranti.

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