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ALP-ONE: L’Occhio di Giano

Pubblicato il: 08 Settembre 2019
 
Alp-One Msa 48h Madesimo ( SO ) 6-7-8 settembre 2019
Alp One
Aaaaaaaaaaa AD ESFILTRARE COMINCIA TU !
venerdì mattina si canticchiava questo nel parcheggio di madesimo , vedendo quella montagna , il maltempo , gli zaini da 20 e passa kg degli intenditori , la montagna , la neve e il maltempo .
Alp-one per noi inizia così , con il sarcasmo e l’ironia che servono a nascondere i dubbi e le incertezze prima del grande evento , prima del grande salto.
Giovedì mattina ci diamo appuntamento a roma termini, il jsoc ci obbliga a bloccare il treno tipo attacco alla diligenza nel lontano far West per giustificare il suo ritardo misto a labirintite che lo porta a visitare tutte le carrozze del treno invece di raggiungerci alla banchina .
Dopo aver utilizzato uno dei tanti santi in paradiso dei quali disponiamo , partiamo in direzione di Milano centrale , dove affittiamo due vetture , una delle quali conservava un acquario nel vano della ruota di scorta .
da lì , si tira dritto , direzione campodolcino.
Arrivati all’hotel la visione che si palesa davanti a noi e la classica rappresentazione del binomio “paradiso e inferno “:
Un radioso bull and brothers in balcone avvolti dai gerani ( del quale allego foto ) e tutt’intorno montagne innevate coperte di nubi nere che scaricano pioggia like no tomorrow.
L’ ansia del mal tempo viene mitigata la sera grazie ad una cena in compagnia , con una tavolata tanto male assortita ma al tempo stesso bellissima , composta da fuoriclasse provenienti da tutt’Italia , isole comprese.
“Aaaaaaaaa ad esfiltrare comincia tu “
avevo iniziato da qui il mio deb.
Canticchiamo questo dopo il piccolo deb di rozzilla , che ci dona le ultime info utili prima di tornare a maledire le previsioni meteo e qualunque divinità pagana legata agli agenti atmosferici .
L’Infiltrazione avviene in grande stile , lo stile che ti aspetti da gare di questo profilo , si sale vertiginosamente in quota tramite ovovia , per ritrovarti catapultato a 1800mt , in pieno territorio ostile .
Neanche il tempo di uscire dall’impianto di risalita che vediamo i primi drappi rossi Fluo dei colpiti a neanche 100mt da noi e le asg che cantano .
Dobbiamo defilarci alla svelta , ci buttiamo a mezza costa nella boscaglia , facciamo 300 metri prima di ritenerci al sicuro da daesh , si perché il nostro obiettivo è proprio un deposito di stoccaggio , produzione e test di un arma batteriologica che l’isis vuole produrre per reagire in modo ferreo all’occidente che avanza nel cuore del territorio del califfato .
Facciamo il punto della situazione , c’è da camminare , ma poteva andare peggio , solo 6km ma in discesa .
Partiamo armati di buona volontà e sorriso , quasi non diamo conto alla pioggia che cade , fitta e incessante.
Dopo 3h di cammino arriviamo nei pressi della nostra zona obiettivo , il deposito di produzione dell’agente patogeno finalizzato alla produzione dell’arma.
Ci appostiamo , abbiamo 12.30 h per acquisire l’obiettivo e successivamente raggiungere il punto d’incontro con l’agente cia che ci consegnerà i dettagli per il proseguimento della missione .
Iniziamo una recon approfondita di un complesso di 3 stabili in campo aperto , solo una piccola macchia di boscaglia a sud-est ci offre la copertura adatta , prendiamo i tempi delle ronde e notiamo scienziati arrivare sul posto e andarsene dopo aver effettuato dei rilievi .
dopo 3h di recon decidiamo di approcciare sia dal fianco che dal basso , attendiamo che le guardie escano dal nostro raggio visivo per entrare in azione quando sentiamo le asg tuonare , un’altra pattuglia dì interdizione sta ingaggiando con la ronda .
Void e Django partono come schegge verso l’obiettivo , io e jag restiamo in copertura ad ore 6 e 9 .
Tutto fila liscio , raccolgono l’agente patogeno , fotografano tutto e si smaterializzano , così velocemente siamo entrati , così velocemente facciamo perdere le tracce del nostro passaggio.
Forte del successo appena ottenuto , in jager inizia a crescere il seme della voracità : non gli basta aver acquisito l’obiettivo , il nostro jsoc vuole catturare gli scienziati vivi , così da poter loro estorcere più informazioni possibili .
Rimaniamo in attesa del loro passaggio per più di 4h , ma niente , vediamo altre tre pattuglia di interditori svolger l’obiettivo , ma degli scienziati non v’è traccia .
Svaniti i sogni di gloria del nostro caposquadra, mangiamo una cosa veloce e ci cambiamo per la notte , la pioggia che ci ha accompagnato per tutto il giorno sembra voler cedere il passo alle preghiere miste ad imprecazioni del buon rozz e di tutti gli zarruele , finalmente il cielo si apre , ma l’umidita sulle gambe si sente , i brividi sono forti , mentre a non sentirsi più sono le punte dei piedi , ormai atrofizzate della bassa temperatura .
Quindi decidiamo di ripartire in direzione del punto dove avverrà l’incontro con l’infiltrato della cia .
Raggiungiamo le coordinate e ci congeliamo ( in tutti i sensi della parola ) fino alle 00.30 , quando un fuoristrada ci carica per farci allontanare dalla zona calda .
Dopo pochi muniti di marcia il mezzo subisce un brusco arresto , neanche il tempo di realizzare ciò che accade che il nostro informatore è rivolto faccia a terra e in men che non si dica passa a miglior vita.
Davanti a noi , delle losche figure con le maschere di Guy Fawkes si presentano come i savior , capitanati dal colonnello Burton .
ci fanno ingurgitare la pillola rossa della verità lanciandoci nella profonda tana del bianconiglio :
Noi non siamo ranger , noi siamo dei CLONI .
come in Star Wars , la giano corporation sta creando un esercito di cloni per cambiare la guerra come la conosciamo noi : niente più sacrifici per la patria , niente più famiglie che piangono una perdita , niente più valore della vita .
Non c’è più un arma finale dell’isis da distruggere , un futuro da salvare , la libertà da difendere .
C’è solo una dimostrazione da fare per i compratori della giano corporation.
Realizziamo la verità è capiamo che c’è una sola cosa da fare:
Riprenderci le nostre vite .
Il colonnello burton ci da tutte le info per farlo :
Disattivare il bracciale con il quale ci controllano , Distruggere i campioni del nostro dna nei loro laboratori ed eliminare le nostre copie , i CLONI della giano corporation.
Ma gli scagnozzi della giano Corp. sono già alle calcagne , i savior e il colonnello ci coprono nella ritirata , così ci rimettiamo in viaggio verso il nostro nuovo obiettivo: il centro di controllo dei braccialetti che portiamo al polso.
La strada è lunga ed é tutta in salita , l’unica nota positiva é il paesaggio , uno di quelli che difficilmente si dimenticano .
Sono le 3 di notte , arriviamo nei pressi dell’obj e subito notiamo un imponente presenza ostile , l’unico sentiero é pattugliato così spendiamo più di 1h per cercare accessi alternativi , ma non ci sono .
Consapevoli di poter far valere le nostre ragioni quando c’è da espungere un obj con la forza , decidiamo un approccio frontale e spavaldo , ma 9 operatori asserragliati su un edificio a due livelli sono troppi , così il buon void ci ricorda che il colonnello Burton ci ha detto di contattarlo per qualunque esigenza .
Beh , decidiamo che questa é un’esigenza .
Così facciamo una chiamata dettata dalla ragione accantonando il nostro orgoglio , mai scelta fu piu azzeccata .
Tempo 30 minuti e l’obiettivo é nostro .
Una pattuglia di 8 savior crea il giusto panico nei pressi della struttura , distraendo la contro , grazie ai visori notturni riusciamo ad eliminare i nostri agguerriti avversari .
Void si occupa di dissociare i braccialetti tramite il database nella struttura , il primo obiettivo della nostra nuova vita é archiviato .
Sono passate le 5 , il morale é alto , ma la stanchezza per le fatiche delle prime 20 ore ci impongono un po’ di sacrosanto e meritatissimo riposo.
In fase di preparazione della missione , le poche zone boschive in Area operativa ci hanno obbligato a selezionare 3 zone per il bivacco , in virtù del posizionamento dei nuovi obj , decidiamo di allestire il bivacco nella zona boschiva a nord est dell’ao.
Per le 6.30 il sacco a pelo e Morfeo ci coccolano in un meritato riposo di 7h.
I polpacci urlano .
Cazzo se urlano.
Ecco il buongiorno , sono le 15 ed il resto della truppa é già alle prese con il jetboil per la nostra colazione.
Un saikebon e una simmental rimettono in piedi il mio organismo , tra una forchettata e una battuta studiamo il proseguimento della missione , abbiamo ancora due obj da svolgere e non saranno per niente facili.
Smontiamo il campo base e riprendiamo la marcia , sono le 16 , le aspettative sono alte , vogliamo dare il meglio di noi .
Usciamo dalla zona boschiva e saliamo in quota costeggiando il fianco est della mappa verso nord, individuiamo lo stabile dove dovremo eliminare la copia del nostro dna in possesso della giano corporation .
Una casa sulla strada principale che taglia a metà il paese , due scienziati in loco e pattuglie di controinterdizione che passano da 3 a 8 elementi coprono un raggio di 300 metri intorno all’obj.
Dopo 2h di recon decidiamo di approcciare all’obj dall’altro versante della valle , le tenebre saranno sempre nostre alleate .
Nell’aggiramento rischiamo di essere individuati , ma una rai tempestiva ci salva in extremis.
Ci appostiamo a 280mt in linea d’aria all’obj , montiamo i pvs14 e decidiamo di lasciare gli zaini , vogliamo viaggiare leggeri per l’ultima parte della missione.
Jager si apposta in osservazione al limite della zona boschiva , le sentinelle fanno avanti e indietro , sono molto vicine a noi , pensiamo di essere al sicuro , quando un fascio di luce illumina il nostro capo squadra.
Aprono il fuoco , ma dopo la prima raffica sono obbligati ad accendere la lor luce rossa.
Abbiamo perso il fattore sorpresa , scendiamo il più veloce possibile , guadiamo il fiume , e in meno di 5 minuti la contro é fuori gioco , void entra nello stabile per hackerare il computer e cancellare il nostro dna , il resto di noi si attesta a copertura .
Mentre concludiamo la procedura , un altro pattuglia d’interdizione approfitta del nostro operato per svolgere l’obiettivo .
In pochi minuti anche questo obj é andato , riprendiamo la quota dopo aver eliminato un altra pattuglia ostile e ci dirigiamo verso l’ultimo obj: il laboratorio dove risiedono i nostri cloni.
Ce la prendiamo con comodo , sono le 10 , abbiamo tutta la notte , Ridiamo e scherziamo , ci lanciamo a bordo strada appena intravediamo i fari di un automezzo .
Usciamo dalla strada e imbocchiamo un sentiero ripido e dissestato , l’obj é a 150mt , ma non vediamo nulla , avanziamo quanto basta per vedere un casolare in un valle , in mezzo al nulla .
La ronda di guardia scansiona a 360 gradi l’obj accendendo periodicamente le torce in ogni lato del campo.
Aspettiamo la finestra giusta per arrivare a ridosso del casolare , jager si allarga a sinistra , io void e Django approcciamo dal centro .
Siamo in posizione , gli ostili sono vicini l’uno all’altro .
premo il pulsante per accendere il mio puntatore ir ma non va , controllo bene , il jack del remoto si è staccato , ma ormai sono in puntamento , apro il fuoco , cadono come foglie secce dagli alberi , jager a colpo singolo mette fine al confronto.
Sento un ostile dire “ quanto cazzo sei bello ...” é il magnifico rullo in coppia con spider , la soddisfazione di chiudere l’ultimo obj eliminando due del tuo club é grande .
Entriamo nel laboratorio , la scenografia ci lascia a bocca aperta :
Tramite un pannello di controllo dovremo eliminare i cloni contenuti nelle capsule davanti a noi .
Void si occupa del processo , ai cloni viene staccata la spina .
Finalmente ci siamo riappropriati della nostra vita , la missione é compiuta .
Rubiamo un po’ di the caldo ai nostri compagni di club e ce ne andiamo .
É 1.40 di domenica , raggiungiamo l’esfiltrazione .
Alp-one
Mission complete .

Mentre scrivo questo lungo e , per voi sfortunati lettori che siete arrivati fino a questo punto , noioso debriefing sono sul treno che mi sta riportando a roma , dopo 4 giorni passati in compagnia di amici proveniente da tutti Italia e compagni che nonostante divergenze e punti di vista differenti sono sempre lì , spalla a spalla , pronti a spronarti e sorreggerti quanto superi quei limiti che da solo non potresti mai affrontare , quando le gambe cedono e la testa viaggia per conto suo , loro sono lì , spalla a spalla con te .
A loro e a tutto il club che rappresentiamo durante le nostre trasferte in lungo e in largo per lo stivale va il mio , anzi il nostro , più sentito GRAZIE .
Infine , un grazie altrettanto speciale va a chi non ha dormito la notte , a chi ha speso anima , tempo e sudore per rendere possibile tutto ciò , a chi ha vomitato per tutto giovedì a causa del METEO IRRAZIONALE , a chi nonostante tutto e tutti ha reso possibile l’avventura che abbiamo vissuto .
Ve l’avevamo promesso:
“Voi mettete la musica , noi balliamo “
Speriamo che il nostro sorriso e la nostra gratitudine vi ripaghi di tutti gli sforzi compiuti.
Grazie Zarruele Softair Team , grazie Giovanni Rozzilla Scalabrini , grazie IL Circuito !

Mops


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